1. Ninfomania di vita – cap.4 “la ninfa incontra un lupo”


    Data: 21/04/2024, Categorie: Etero Autore: Eriaku, Fonte: Annunci69

    Tre anni trascorsero. Per due anni Aldo si occupò di soddisfare le voglie della sua nipotina, stando ben attento a non far mancare anche alla nuora la sua razione di pisello. Poi l’incidente: caduto da una scala mentre fissava un asse, non ci fu nulla da fare. Seppur economicamente fossero sistemate, Le due donne vissero nell’anno successivo un periodo di profonda sofferenza, in particolare Ada la cui lussuria pareva essere morta col nonno. Da ninfa lasciva, tornò ad essere una tranquilla giovane dedita ai suoi doveri e con una cotta per il bel Piero, che di recente sembrava a lei sempre più interessato. Fu la madre di Ada, Guendalina, che diede un nuovo scossone al mondo della giovane, riaccendendo senza saperlo, le sue pulsioni. La donna, per sopperire al lavoro di fatica, aveva da poco assunto un contadino del paese, tale Antonio, un uomo recentemente trasferitosi in paese dopo la morte della moglie, con i tre figli maschi. Ada, corteggiata dal suo Piero, aveva già da un bel po’ concluso gli studi e viveva ancora con la madre, dando ovviamente una mano con la fattoria.
    
    Un pomeriggio, la giovane rientrava a casa dopo aver passato qualche ora in piazza con le amiche, preda di un misto di sensazioni contrastanti. In parte contenta perché Piero le aveva raggiunte con i suoi amici e si era appartato con lei. In parte triste perché i timidi approcci del giovane l’avevano lasciata indifferente.
    
    La madre non era in casa. Forse era scesa in fattoria? In quei tempi ci passava ...
    ... molto tempo ammazzandosi di lavoro. La fanciulla si sentì in colpa e cambiatasi decise di andare ad aiutarla. Le sarebbe servito a schiarirsi le idee.
    
    Fu nel fienile che la trovò indaffarata, anche se non come credeva.
    
    Era certamente sua madre, infatti, che prona su di uno sportello, veniva montata con forza dal suo nuovo dipendente.
    
    La scena l’aveva paralizzata. Non seppe dire quanto stette lì ad osservare la genitrice chiavata con forza da Antonio, ma Il sonoro schiocco di una pacca sul culo la scosse dal torpore, e silenziosamente iniziò a tornare sui suoi passi.
    
    Arrivata in camera sua, la giovane con la mente annebbiata si lasciò scivolare contro la porta chiusa, e fece ciò che le venne naturale. Scalciate le scarpe e scostate le mutandine umidicce, si diede piacere fino ad inzuppare il pavimento.
    
    La sua libidine assopita si era risvegliata di botto, e Ada passò il pomeriggio ad esplorarsi e darsi piacere, come non faceva da tempo, per placarla.
    
    Le immagini le scorrevano nella mente come un film, accompagnate dalle sensazioni, presenti e passate. Con due dita della mano sinistra sepolte nel suo sesso, mentre con la destra si pastrugnava il seno, desiderando ci fossero altre mani sul suo corpo, la ragazza godette più volte in quelle ore, raggiungendo stremata l’apice nell’aprirsi con le mani unte dei propri umori quel sederino tornato ormai stretto, nonostante l’abbondante uso fattone in precedenza.
    
    Giunta la cena, scese dabbasso dopo una rinfrancante ...
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