1. La Cagna cap. 2


    Data: 07/04/2024, Categorie: Dominazione / BDSM Etero Autore: Koss, Fonte: RaccontiMilu

    ... vestirla nel migliore dei modi – rispose Ugo. – Andiamo di là – propose la Miss facendo cenno ad una delle commesse di seguirli. Si trattava di Caterina, la sua schiava personale, una ventenne carina, ma non eccezionale. Miss Kristine era più interessata al carattere e alle capacità delle sue collaboratrici che alla bellezza. Quella la poteva avere da altre schiave, in laboratorio ce ne erano alcune molto belle. Caterina era comunque corrispondente all’eleganza richiesta dalla sua Padrona, indossava un tacco dodici, una gonna stretta poco sotto il ginocchio, delle calze nere con la riga dietro e una camicetta bianca, anch’essa piena di bottoncini. Una mise che la strizzava, pudica ed oscena allo stesso tempo. Pudica per la severità e perché a parte il viso e le mani era tutto coperto. Oscena perché anche se il corpo era coperto era tutto immaginabile. Marta era confusa, timida e vergognosa, ma non preoccupata, non aveva idea di cosa si vendesse in quel luogo. – Spogliatevi troie, in fretta – ordinò la Miss. Caterina eseguì immediatamente, Marta esitò sconcertata e Ugo la guardò severamente. – Devi ubbidire all’istante Marta – la rimproverò Ugo. Marta chinò il capo ed iniziò a spogliarsi. – Nude, completamente – le esortò la Miss e le schiave levarono anche le scarpe. – Ora vi rivestiremo, non preoccupatevi – borbottava querula la Miss. – La puttana è procace, bella in carne – osservò Miss Kristine. Marta divenne un peperone, ma non fiatò. Ugo spiegò alla Miss come aveva ...
    ... trovato Marta. Intanto che Ugo spiegava la vecchia tastava la schiava che paralizzata non osava ribellarsi. Marta tremava e fremeva sotto il tocco della Miss, ma cercava di rimanere ferma mentre quella insisteva soprattutto sul seno e stiracchiava i capezzoli. – Una bella vacca questa giovinetta. – Ugo ritornò allo scopo della visita. – Sto cercando qualcosa che la forzi a rimanere nelle posizioni che voglio, da relativamente libera a totalmente costretta. – La Miss mostrò di pensare, ma aveva già in mente quello che serviva. – Schiava – disse rivolgendosi a Caterina, – prendi la numero sedici. – Caterina aprì un armadio e tirò fuori un armamentario di cuoio con diverse borchie ed anelli di luccicante acciaio. A dispetto della sua apparente complessità fu semplice indossarlo, Caterina aiutò Marta stringendo qualche tirante e dopo due minuti la schiava era pronta. Il “vestito” era composto da un corpetto e due spalline di cuoio che in alto lasciava spalle e seno scoperto. Poi c’erano delle bretelline che scendevano in basso su una panciera, sempre di cuoio, che copriva poco, scendendo in basso su una mutandina inesistente fatta di due sottili strisce di cuoio che semplicemente incorniciavano fica e culo lasciando per il resto tutto scoperto. Completavano la mise due guanti ed un robusto collarino, sempre in cuoio che la costringevano a tenere la testa alta. – Così – disse Miss Kristine – la troia è strizzata, ma libera e può svolgere tranquillamente tutti i lavori di casa. Ora ...
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