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Storia di una mignotta
Data: 22/09/2023, Categorie: pulp, Autore: pink_, Fonte: EroticiRacconti
... l’avrei mai fatta. Fare un lavoro come quello non vuol dire per forza non avere principi. Avevo paura a vivere lì? Certo che ne avevo, soprattutto la notte, per questo dormivo sempre con un coltellaccio sotto al cuscino. Era ormai tardi, mentre il giovanotto beveva il suo ultimo bicchiere di vino io divenni di colpo stanca di tutte quelle domande. C’era altro che dovevamo fare, dovevo guadagnarmi i miei soldi. Quando ne avevo abbastanza per le spese ogni tanto me ne andavo al cinema, di mattina, a vedere altri registi e altre attrici, continuando a dirmi che nessuna di loro era come quelle dei miei tempi. Così mi alzai in piedi e andai vicino al mio ospite, gli misi una mano fra i capelli e iniziai ad accarezzarli. Lui aveva gli occhi grandi, fissi sul mio petto appena nascosto dalla vestaglia, il suo respiro si fece più forte, disse solo «Madonna mia..» mentre me lo stringevo addosso. C’era una cosa che gli uomini mi dicevano sempre, una cosa come «C’hai proprio le zinne maggiche» e quando ridendo ne chiedevo il perché mi rispondevano «Perché farebbero resuscità pure i morti!». Chissà, forse i morti quando risorgono tornano bambini, perché poi prendevano tutti a ciucciarmele, come volessero essere allattati. Mi succhiava i capezzoli il giovanotto con le labbra ancora sporche di Amatriciana, io gli coccolavo la testa. Facevano tanto gli spacconi in mezzo alla strada ma tanti di loro venivano da me in cerca d’affetto, volevano una mamma che sapesse ...
... cucinare, un’amica con cui chiacchierare e una donna brava a scopare, anche senza essere mai stata un’attrice riuscivo a interpretare tre personaggi nello stesso tempo. Ci fu qualcosa poi, un rumore, come di gomme che strusciano sull’asfalto, guardai fuori dalla finestra e vidi una macchina che aveva appena parcheggiato nel piazzale, poco distante dalla mia baracca. Ci venivano in tanti lì, era un posto tranquillo, col silenzio si riusciva a sentire il rumore del mare e non esiste musica più bella per fare all’amore. Il giovanotto si ridestò «Che è?». «Niente – dissi io – è solo gente che vole starsene in pace». L’auto ferma, la luce accesa nell’abitacolo, due figure che parlavano fra loro, con calma, forse per mettersi d’accordo sul prezzo. «Ahó.. ma che so’ du’ maschi?». Scoppiai a ridere massaggiandogli il collo «E che ti interese a te? No fan nuja di male!». «Me fanno schifo a me “quelli là”! Ma come fa’ a non piaceje la fregna?». Risi ancora più forte, mi staccai da lui per stendermi sul letto, allargai le cosce e sentii i suoi occhi caderci dentro «A te invece ti plase, vero?». Il suo sguardo allupato bastò come risposta, presi ad accarezzarmi i peli fra le gambe, avevo bisogno di inumidirmi e di togliergli dagli occhi quel fastidio insensato. Mi raggiunse subito, allungai le mani per slacciargli i pantaloni, gli tirai giù le mutande, col palmo della mano mi lisciai la lingua e poi presi ad accarezzarglielo «Che bel pisellone che c’hai, ...