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Storia di una mignotta
Data: 22/09/2023, Categorie: pulp, Autore: pink_, Fonte: EroticiRacconti
... buona la pasta?». «Ammazza.. la fai mejo de mi madre!». Ora sì che sorridevo ancora più forte, perché chi veniva da me aveva un trattamento speciale, prima di fare il resto preparavo sempre qualcosa da mangiare e, tanto per dire, io facevo un’Amatriciana che li faceva impazzire gli uomini. Sì, avevo tanti altri modi per farli uscire fuori di testa ma i complimenti alla mia cucina, quelli sì che mi facevano davvero piacere. Un piatto di pasta, ecco, forse a ben pensarci è proprio da lì che è partito tutto. Quando arrivai a Roma iniziai subito a darmi da fare, feci un sacco di provini ma venne fuori che il mio strano accento non andava bene per i registi di Cinecittà. Ora magari non si sente ma all’epoca avevo certe vocali aperte da vera polentona, dicevo “mòndo” o “pòllo”, in un modo per cui ridevano tutti, si sganasciavano ma poi dicevano sempre la stessa cosa: «Sei proprio caruccia tu, ma parli proprio male!». Qualcuno mi consigliò che avrei potuto provare con delle foto, che per stare zitta davanti all’obiettivo sembravo davvero perfetta. Non era quello che sognavo ovviamente ma i soldi iniziavano a essere pochi e la pancia sempre più vuota. Così accettai, qualche posa da trecento lire a scatto, giusto per pagare l’affitto e aspettare l’occasione giusta per il cinema. Un giorno un fotografo mi propose di fare qualche scatto diverso dicendomi che mi avrebbe dato molti più soldi e io, che volevo pagarmi un corso di dizione, accettai. Fu ...
... imbarazzante, stare nuda di fronte a quegli uomini sconosciuti, non avevo mai fatto niente del genere, mi chiedevano in continuazione di sorridere e di immaginare tutti gli uomini che mi avrebbero desiderata. Riuscii a distrarmi solo facendo i calcoli a mente su quante lezioni sarei riuscita a pagarci con quelle foto. Sta di fatto che un giorno mi chiamarono dicendo che un produttore aveva visto quegli scatti e voleva assolutamente conoscermi. A me sembrò di toccare il cielo con un dito, misi il mio vestito più bello e andai all’appuntamento continuando a ripetermi una cosa sola: parla il meno possibile, così quell’uomo importante non lo sente il tuo strano accento. E così feci, quando fui nel suo ufficio rimasi zitta per tutto il tempo mentre lui continuava a guardarmi, ripetendomi che ero davvero bella, anzi no, disse che ero assolutamente perfetta ma non sapevo per cosa, forse per un film? Magari uno sceneggiato? Quella sera stessa il produttore volle portarmi a cena fuori, con la fame che avevo non ci misi poi tanto ad accettare, mi sentivo tranquilla, avevo visto che portava la fede al dito e questo mi fece scacciare via qualsiasi strano presentimento. Non ricordo di aver mai mangiato così bene in vita mia, mentre lui continuava a sorridere e mi guardava io divorai un piatto di fettuccine al ragù e una porzione di pollo con le lenticchie, bevendo anche qualche bicchiere di vino. La pancia vuota è un richiamo a cui è davvero impossibile resistere, così ...