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Quello che non volesti - 2
Data: 06/11/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... scoparlo, dapprima con ritmo lento, assaporando ogni straziante pollice della spinta in avanti, poi sempre più veloce e martellante. Insomma, tre volte di seguito dovette scoparlo, e ogni volta con dovizia di emissione, prima che Decenzio accettasse di separarsi dall’agognato batacchio, che con tanta vigorosa gagliardia aveva suonato la sua campana. Quando il cazzo semiduro di Arduino sgusciò fuori dal culo di Decenzio, fu come se fosse saltato il tappo di un otre ricolmo, tale fu la colata di sugo biancastro che traboccò dal buco sfranto, colando a terra. Arduino fissò un attimo la scena, poi crollò disteso sul giaciglio, stremato ed ansimante; lo aveva scopato tre volte di seguito: neanche lui riusciva a capacitarsi di come fosse stato possibile… lui, poi, che mai aveva nutrito interesse per la carne maschile! Ma se si illudeva che altrettanto appagato fosse Decenzio, si sbagliava di grosso: non appena lo vide abbandonato scompostamente sul giaciglio, il giovane lo spogliò nudo, togliendogli stivali, calzamaglia e tutto il resto, dopo di che si diede a pascersi del suo corpo nudo, baciandone e leccandone ogni parte, grufolandogli sotto le ascelle sudate, succhiandogli le dita dei piedi, mordendogli i capezzoli e succhiandoli, ravanando con la lingua nell’ombelico, leccandogli le palle, gustando le gocce di siero che tuttora seguitavano a sgorgargli dal cazzo molle. Era come in preda ad una frenesia incontrollabile, come se non gli bastasse quell’unica parte ...
... di cui aveva goduto, ma volesse farne suo tutto il corpo. Arduino, dal canto suo, era strabiliato: mai gli era capitato di essere l’oggetto di tanta avida adorazione. Anzi, con le donne che avevano condiviso il suo letto, tutto finiva al momento dell’orgasmo e spesso non si guardavano neanche negli occhi dopo aver goduto; Decenzio, invece, sembrava voler prolungare all’infinito il delirio di piacere che li aveva travolti. All’inizio, per la verità, Arduino provò un certo imbarazzo, non tanto per la sua nudità, quanto per il fatto di sentirsi addosso le mani, le labbra… la lingua di un altro, che si spingeva in posti finora inesplorati. E ancor più fu quando si accorse di provarne piacere… di sentirsene appagato ed… eccitato. Cercò di nasconderlo a se stesso, ma era innegabile che il cazzo fosse tornato a pulsargli, che fosse lui stesso, se non ad offrirsi, per lo meno ad accettare e incoraggiare quei baci e quelle attenzioni; ed ecco allora affiorare un impulso nuovo, inaspettato, che lo spinse ad allungare la mano, ad accennare sull’altro una carezza, stupendosi dalla piacevolezza che gli procurava sentire sotto le dita il calore e la levigatezza della pelle altrui. Arduino possedette ancora Decenzio più volte, durante quella lunga giornata, e quella notte dormirono abbracciati, avvolti nel caldo mantello. O meglio, lui dormì, non certo Decenzio, che già paventava il momento della separazione. “Dobbiamo andare.”, disse infatti Arduino, appena furono svegli, ancora ...