1. Quello che non volesti - 2


    Data: 06/11/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... mi strazia l’anima!”
    
    “Povero amico mio…” disse Arduino e in un trasporto di sincera pietà, cercò di stringerlo in un abbraccio.
    
    Ma Decenzio si svincolò, balzando in piedi.
    
    “No… - gemette – No, stammi lontano, ti prego…”, e rimase lì, inconsapevole della sua nudità, della sua eccitazione.
    
    Una cosa bisogna dire: che man mano che Decenzio seguitava a raccontare le sue sventure, Arduino si era sentito prendere da una miriade di sentimenti contrastanti. Per carità, non era un ingenuo o uno sprovveduto, sapeva bene quello che succedeva nei fienili, dove stallieri e bassa servitù sfogavano i loro istinti su mozzi e garzoni: il loro culo era sempre meno puzzolente di quello di una capra. Ma erano fatti di cui aveva sentito parlare e a cui non aveva mai prestato molta attenzione: succedeva, era sempre successo. Adesso, però, aveva davanti un fatto concreto, un ragazzo, che per di più si era lui stesso, volontariamente, sottomesso ad altri uomini, spinto dall’assillo di soddisfare la carne di femmina che era dentro di lui.
    
    Commozione, imbarazzo, eccitazione erano i sentimenti più palesi che si agitavano nel suo animo. L’uno gli urlava di raccogliere le sue cose e andarsene di corsa, di liberarsi da quell’impaccio che non sapeva come gestire; l’altra gli diceva non poteva lasciare in questo modo una persona che aveva già tanto sofferto e non per colpa sua. Ma era l’eccitazione a lavorare più subdolamente… l’eccitazione che gli faceva correre strani brividi sotto la ...
    ... pelle… che suscitava un perverso interesse per quella carne di femmina nascosta in un corpo maschile… in quel corpo così armonioso, in quel culo così ammaliante… e lui… che non l’aveva mai gustato carne di femmina nascosta nel culo di un uomo… gli bisbigliò all’orecchio l’eccitazione, più insinuante del serpente di Eva.
    
    Qualcosa cominciò a ribollirgli in mezzo alle gambe, sprigionando vapori lussuriosi che presero a salirgli verso la testa. Il cazzo gli si indurì nella braghetta e spurgò copiosamente.
    
    Arduino non si rese neppure conto quando si alzò e gli si avvicinò con una luce cupida negli occhi. Gli andò vicino, gli pose le mani sulle spalle.
    
    “Decenzio, io…”, mormorò e non seppe cos’altro dire.
    
    O che capisse, o che agisse d’impulso, tremando nell’ardore della sua febbre, Decenzio gli crollò in ginocchio davanti e lo abbracciò all’altezza della vita, premendo con forza il volto sul suo inguine. L’odore del cazzo maturo e già pronto al sesso finì di stordirlo: dopo averlo respirato a fondo due o tre volte, sciolse con mano tremante i lacci della braghetta e impugnò finalmente quella carne virile, che tutto il suo essere anelava. Lo stomaco gli si sciolse, mentre stringeva nella mano l’organo poderoso e bollente… ne baciò la punta sbavata e ne annusò l’afrore pungente, prima di lambirlo con la lingua e infine ingoiarlo con un gemito famelico. Se lo fece rotolare nella bocca, avvolgendolo con la lingua, ancora incapace di credere che stesse succedendo veramente.
    
    Da ...
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