1. Quello che non volesti - 2


    Data: 06/11/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... secca e rametti di abete, coperta da un mantello sdrucito. Sembrava molto giovane… forse vent’anni… ed era indubbiamente avvenente, nell’abbandono innocente del sonno, anche se pareva aver conosciuto giorni migliori. Era lui l’eremita?
    
    Arduino non volle svegliarlo, così uscì silenziosamente e si sedette su un masso in disparte, sbocconcellando un po’ del pane e del formaggio che aveva nella sacca. Poco dopo, sentì dei rumori provenienti dall’interno della caverna: il giovane si doveva essere svegliato. Allora si tirò ancora più in disparte, in modo da spiare, senza essere visto, quello che l’altro avrebbe fatto.
    
    Non passò molto, che Decenzio uscì dalla stretta apertura e Arduino lo fissò incuriosito. Era bello di volto, con la rada barbetta che lo contornava, e di fisico asciutto e armonioso. Era completamente nudo e la sua pelle aveva uniformemente una calda tonalità dorata.
    
    Decenzio si inginocchiò e si fece il segno della croce, rimanendo per un pezzo immerso nella preghiera, poi si rialzò e si diresse verso la sorgente, senza accorgersi dell’altra presenza. Arduino lo seguì da lontano: lo vide appartarsi dietro alcuni cespugli, da cui gli giunsero rumori inequivocabili, e poi immergersi nella pozza con aria beata. Allora si fece avanti.
    
    “Mi avevano detto che c’era un eremita su questi monti, - disse con voce quieta – ma immaginavo un vecchio con la barba bianca, non un giovane come te.”
    
    A quelle parole, Decenzio, che gli dava le spalle, si irrigidì, poi si ...
    ... voltò lentamente, coprendosi l’inguine con le mani, pallido in volto e con gli occhi sbarrati.
    
    “Perdonami se ti ho spaventato… - proseguì il giovane – Sono qui in pace, non avere paura.”
    
    “Chi… chi sei?”, balbettò Decenzio, tremando più di paura, che di freddo.
    
    “Mi chiamo Arduino, - rispose l’altro, facendo un passo indietro – sono signore di queste terre… Sei tu l’eremita che cercavo?”
    
    Decenzio lo fissava attonito, spostando lentamente lo sguardo fino all’inguine, la cui consistenza gli seccò la gola. Si premeva con forza le mani all’inguine, ma più per nascondere l’improvvisa erezione, che per qualsivoglia vergogna: d’un tratto, inaspettatamente, il fantasma del passato, di un passato che credeva ormai sepolto, gli era ricomparso davanti nelle vesti di quel giovane possente e la maledizione di Rodolinda era tornata a divampare dentro di lui, infiammandogli le visceri di un folle desiderio.
    
    Nudo com’era, Decenzio uscì dall’acqua e si avviò di corsa verso la caverna. Senza capire il motivo di tanto spavento, Arduino lo seguì, ansioso di rassicurarlo. Appena dentro, il giovane si afflosciò sul giaciglio, tenendosi le mani spasmodicamente premute fra le gambe e tremando in preda ad una profonda crisi emotiva. Equivocando, Arduino si slacciò il mantello e glielo avvolse attorno alle spalle, poi rimase in attesa, non sapendo lui stesso cosa fare: capiva che l’altro era terrorizzato, forse la comparsa improvvisa di un estraneo, sconosciuto e per giunta armato, doveva ...
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