1. Son due piccoli porcellin…


    Data: 21/09/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69

    ... occhi vispi erano maliziosi e tradivano una forte lussuria.
    
    “Per voi non sarà facile quando lo sapranno i vostri genitori”.
    
    “Abbiamo solo papà. Nostra madre se n’è andata via quando eravamo molto piccoli”.
    
    “Beh, ci dispiace, ma vostro padre sarà dispiaciuto di sapere che i suoi figli sono dei pervertiti”.
    
    “No, affatto. E’ lui che ci manda qui”.
    
    “Come! Lui?! Come è possibile! Qui c’è reato di avviamento alla prostituzione”.
    
    “No – disse uno dei due – Noi non ci facciamo pagare, quindi non è prostituzione. Lo facciamo solo perché ci piace farci sottomettere dagli uomini”.
    
    “Lo fate perché vi piace…?! E vi manda lui? Non capisco”, disse l’egente scelto.
    
    “Ha detto che non ce la fa più a soddisfarci, perché vogliamo sempre scopare”.
    
    “Cosa?! Vostro padre vi… Ma questo è incesto”.
    
    “Infatti, è anche per questo. Perché non vuole più farlo. Si è trovato una fidanzata e si dedica quasi solo a lei. Così noi veniamo qui e ci divertiamo anche a fare a gara su chi rimorchia di più”.
    
    “Che si deve sentire”, disse l’agente.
    
    “Che possiamo farci? Abbiamo sempre voglia di cazzi maturi che ci usano a loro piacimento”, fece uno.
    
    “Cazzi, tanti cazzi”, aggiunse l’altro.
    
    “In bocca e in culo”, l’uno.
    
    “Già, bocca e culo”, l’altro.
    
    “Ci piace essere pompati con forza e decisione fino a farci sborrare dentro”.
    
    “Adoriamo la sborra”.
    
    “Tanta sborra”.
    
    “Abbiamo sempre sete di sborra”.
    
    “Ma ne vogliamo anche tanta nel culo”.
    
    “Io la preferisco nel ...
    ... culo”.
    
    “Adoro far godere i maschi”.
    
    “I maschi veri”.
    
    “Più sono maschi veri e più ci piacciono”.
    
    “Vogliamo essere usati come svuotapalle di maschi arrapati”.
    
    “Maschi come voi”.
    
    Nel dire questo si avvicinarono ai due poliziotti che, a sentire quelle frasi, si erano evidentemente eccitati. I loro pacchi erano diventati così voluminosi che sembravano voler strappare i pantaloni. Misero le loro piccole mani su quelle grandi protuberanze, afferrando saldamente, attraverso la stoffa, le loro verghe dure come il marmo, e muovendole lungo tutta la loro non indifferente lunghezza.
    
    I due uomini si guardarono come per chiedere all’altro cosa fare. Ambedue sapevano cosa il dovere imponeva loro di fare ma la situazione si era così caricata di erotismo che il sangue aveva abbandonato il cervello per andare a gonfiare inesorabilmente i loro attributi.
    
    Il primo a capitolare fu l’agente semplice che, afferrata la testa della piccola troia, gli ficcò in bocca tutta la lingua. Quella gli si aderì addosso ricambiando come poteva con la sua linguetta. La mano dell’uomo scese a strizzargli una chiappa ed a stringerlo ancora di più a sé, facendogli così sentire ancor più la presenza del suo bozzo contro la pancia.
    
    L’agente scelto, quello più anziano, rimase a bocca aperta a quella vista e si accorse che la sua troietta si era invece accovacciata davanti e gli stava aprendo la cintura e tirando giù la zip. Gli abbassò pantaloni e mutante a metà coscia (e che coscia!) facendo ...
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