1. Gallina vecchia - 2


    Data: 20/09/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... dicendo? È proprio vero che certi uomini ci fanno perdere la testa.
    
    “Onore al merito.”, ho sorriso.
    
    “Vieni, ti faccio vedere una cosa.”, ha detto, allora, andando verso una porta dietro il bancone, che conduceva al retro bottega.
    
    Mi tremavano le gambe, quando l’ho seguito. Non può essere… non come ho immaginato nei miei wildest spippatorii. Mi ha tenuto aperto, per farmi entrare nel locale sul retro. Un locale refrigerato, piastrellato di bianco sulle pareti e con gli immancabili ganci, da cui però non pendevano quarti di bue o mezzi maiali: quelli si trovano solo nei video porno o nei film di mafia. Oltre che nei miei wildest dreams, ovviamente.
    
    Appoggiato ad una parete, c’era un tavolo col piano metallico e sopra una grossa macchina tritacarne. Un neon, al centro del soffitto, inondava il locale di una luce che le piastrelle riflettevano ancora più gelida. E poi una rastrelliera con coltelli, asce e tutti gli altri strumenti del mestiere.
    
    “Gesù, mette i brividi…”, ho mormorato, guardandomi attorno.
    
    “Sembra di stare in un film dell’orrore, non trovi? - ha ridacchiato Alessio – Col macellaio pazzo che sbuca fuori con un coltellaccio e vuole farti a pezzi.”
    
    Mi sono venuti i brividi.
    
    “E’ questo che vuoi fare?”, ho chiesto e confesso che mi tremava un po’ la voce.
    
    Deve aver capito il mio disagio, perché mi ha stretto le mani fra le sue:
    
    “Tranquillo, - ha detto – voglio solo realizzare il tuo sogno.”
    
    “Il mio sogno?”
    
    “Non eri tu che sognavi di ...
    ... essere violentato appeso ad un gancio da macellaio?”
    
    “Ma dicevo per dire…”, ho mentito, sentendomi addosso un brivido e non proprio di paura.
    
    “Lui non capisce certe sottigliezze.”, ha detto Alessio fissandomi negli occhi e portandomi le mani al suo inguine, dove ho tastato il suo pisellone gloriosamente eretto.
    
    Mi sono sentito prendere da una vampata di libidine e ho preso a palparglielo in tutta la sua enorme lunghezza. Stavo per sbottonargli la patta, quando lui:
    
    “Eh, no: - mi ha fermato – adesso comando io.”
    
    E con mossa rapida, ha preso un pezzo di corda, mi ha legato i polsi, mi ha girato e mi ha appeso ad uno dei ganci con la faccia rivolta verso la parete. Per fortuna, erano fissati ad altezza d’uomo, per cui riuscivo a stare in piedi senza stirarmi le braccia.
    
    “Cosa fai?”, ho chiesto stupidamente.
    
    “Adesso stai zitto. – mi ha detto, guardandomi fisso negli occhi – da questo momento, parlo solo io!”
    
    Mi sono azzittito, ma per un istante ho temuto che la cosa mi sfuggisse di mano. Certo, era questo che avevo sognato, ma un conto è immaginarselo nella foga di una sega e un altro trovarcisi… legato e appeso ad un gancio come un salame… Che intenzioni aveva? Ho cominciato a sentirmi addosso una certa tremarella, che neanche l’eccitazione riusciva a placare.
    
    “Tirami giù, per favore…”, l’ho pregato, allora.
    
    Lui mi è venuto dietro e mi ha passato attorno le braccia:
    
    “Tirarti giù? – ridacchiato – non ci penso neanche. Sei tu che hai risvegliato la ...
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