1. Gallina vecchia - 1


    Data: 17/09/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... mi lamento.”, ha detto lui e, fissandomi negli occhi, si è agganciato l’orlo dei pantaloni e se li è abbassati a mezza coscia, scodellandomi alla vista un sorcione semiduro da accapponare la pelle a checche meno provate di me.
    
    “Accidenti, che sberla!”, ho esclamato, mentre lui se lo impugnava e con un paio di menate lo portava, scappellandolo, ad un buon grado di turgore.
    
    Me lo ha esibito con fierezza, dandosi anche un paio di strattonate alle palle, poi:
    
    “Vieni, - mi ha detto, sfacciatamente – vieni a leccarlo. Lo so che ti piace il maschio, mi sono accorto di come mi guardi in negozio.”
    
    E non sai come ti immagino io nel retrobottega, ho ghignato fra me, mentre mi alzavo al suo invito e mi inginocchiavo davanti a lui. L’odore del suo cazzo era coinvolgente: una fragranza di umori e bagnoschiuma, che mi ha fatto venire l’acquolina in bocca. Una goccia ha cominciato a formarsi alla sommità della cappella, sgorgando dalla boccuccia carnosa. A quella vista non ho retto: mi sono accostato e l’ho lappata via con la punta della lingua. Era un sugo denso, ma ancora insapore. Ho insistito a leccare nella parte inferiore, attorno al filetto teso e lui ha cominciato a fremere, premiandomi con un’altra generosa elargizione di sugo. Ho continuato a leccare e succhiare, anche se facevo fatica a prenderglielo in bocca.
    
    “Lo prendi anche nel culo?”, mi ha chiesto ad un tratto.
    
    “Ti piace inculare?”, ho risposto dopo essermi liberato la bocca dal grosso impaccio.
    
    “Non ...
    ... l’ho mai fatto. Mi piacerebbe provare, però.”
    
    “Hai trovato la persona giusta!”, ho detto allora e, rialzatomi, mi sono tolto in fretta e furia pantaloni e mutande.
    
    Poi mi sono voltato, chinandomi a novanta e aprendomi le chiappe a mostrargli il buchetto. Anche lui, intanto, si è calato i pantaloni sotto i ginocchi e mi è venuto dietro, puntandomelo contro.
    
    “Aspetta, - gli ho detto allargandomi le chiappe ancora di più – sputaci sopra e spingi dentro la saliva con le dita.”
    
    Lui, allora, si è chinato e mi ha scatarrato dritto sul buco un grumo di saliva collosa, che mi ha fatto rabbrividire al contatto. Poi ho sentito un grosso dito rugoso scivolarmi dentro e muoversi piano dentro e fuori, sciogliendomi i nodi. Quindi, tenendomi allargato lui stesso con la sue manone, ha sputato nuovamente, dentro il buco stavolta, ci ha puntato sopra il cazzo e ha spinto dentro.
    
    Ho il culo rotto, ma accidenti se l’ho sentito!
    
    “Piano, - ho esclamato – fa’ piano. Il culo non è una figa… devi aprirlo con calma.”
    
    “Dimmi tu.”, ha fatto lui, già ansimando.
    
    Allora, l’ho guidato, quasi tenendogli per mano l’uccello… è una figura retorica, ovvio: come potevo tenerglielo in mano, se me lo stava ficcando dentro? Era talmente grosso, che non ci sarebbe stato spazio neanche per farci scivolare un filo d’erba.
    
    Lo sentivo avanzare nel mio retto centimetro dopo centimetro… e anche lui doveva sentirlo.
    
    “Che stretto…”, ha sospirato, infatti.
    
    “Non ti piace?”, gli ho chiesto, tanto ...
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