1. La sveltina n.7 – leo: perso un ragazzo, trova una band - racconto breve.


    Data: 05/09/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: RedTales, Fonte: Annunci69

    Ciao, sono Leo, ho ventun anni e il mio ragazzo dice che sono un porcellino. Volevo raccontarti cosa ho fatto ieri. Credo ti piacerà.
    
    Con un whatsapp Danilo mi diceva che aveva trovato degli amici con cui divertirci. Gli risposi immediatamente dicendo che la cosa mi intrigava tanto. Lo avevamo già fatto altre volte e mi ero sempre divertito e avevo goduto alla grande. Chiesi maggiori informazioni ma mi disse solo che era per domani e che mi avrebbe detto tutto alla sera, quando sarebbe venuto a prendermi alla fine del lavoro. Aspettai la chiusura del negozio con impazienza e fui felice di vederlo davanti alla vetrina.
    
    Andammo a casa sua e già durante la strada mi raccontò tutto. Era gente nuova, non li avevo mai visti.
    
    “Guarda che questi sono tutti avvocati, dottori, commercialisti...”
    
    “Ma quanti sono?”
    
    “Sei e poi ci sono io.” aggiunse ridendo.
    
    “Come le altre volte?”
    
    “Più o meno. Si gioca, ognuno fa quello che vuole, come vuole.”
    
    “Età?”
    
    “Ti ho detto che sono grandi. Questi vanno dai quaranta buoni in su.”
    
    “In su?”
    
    “Si, tutti molto più grandi di noi.”
    
    “E… io il solo a prenderlo?”
    
    “Mi sa di si., ma ormai ci hai fatto la bocca...”
    
    “Insomma… Che siamo in tanti a farmi la festa mi sta bene però ogni tanto mi piacerebbe anche essere scopato da qualche ragazzo giovane...”
    
    “Ma... se non vuoi lasciamo stare.”
    
    “No, no, mi piacciono le ammucchiate dove non sai mai che ti si infila nel culo...”
    
    Risi perché già immaginavo la scena e poi ...
    ... mi diedi da fare con la bocca sul suo bel pisellone.
    
    Anche quella sera Danilo mi fece godere alla grande. Ormai mi conosceva e sapeva come farmi venire. Sul tardi mi accompagnò a casa dove, appena rientrato dovetti sorbirmi le solite lagne di mamma: “come sempre! Ormai per te questa casa è come un albergo. Ma almeno hai cenato?” e così via.
    
    La giornata seguente volò rapida e, avendo il turno dalla mattina al primo pomeriggio, rientrai a casa presto per preparami per la serata speciale. Fortunatamente mamma era fuori e quindi nessuno mi mise fretta: mi regalai un lungo bagno con ritocchi alla depilazione, tanto per essere perfetto, creme, pinzetta per qualche sopracciglia e tutto il resto.
    
    Finalmente, dopo decine di messaggini, arrivò quello che aspettavo: “scendi alle 19, dobbiamo arrivare fuori città. Ci vuole un’oretta.”
    
    Lo trovai puntuale ad attendermi e in macchina mi chiese se mi ero tirato a lucido e gli sorrisi. Lo diceva tanto per dire perché sapeva quanto ci tenessi a farmi vedere splendido quando eravamo con altri.
    
    Arrivammo e ci aprì un signore sulla cinquantina abbondante, stempiato, decisamente non in forma che ci sorrise.
    
    Danilo precisò subito che “il bocconcino” ero io e un attimo dopo ci trovammo in un elegante salotto dove c’erano altri tre uomini, anche loro sulla cinquantina, tutti in giacca e cravatta.
    
    Non erano il massimo ma, soprattutto, dai loro modi di fare non ero ancora riuscito a capire se ci fossero dei passivi. Il tempo di bere ...
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