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Il diavolo in corpo
Data: 16/08/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... non aveva avuto modo di passare alle vie di fatto, anche se francamente ne aveva una gran voglia e non vedeva l’ora. Possiamo immaginare, pertanto, il brivido di giovanile libidine che lo percorse, non appena ebbe modo di ammirare a suo bell’agio e da vicino quel magnifico giovanottone di don Pedro Casillas. Il cazzo già adulto gli schizzò turgido nella braghetta, versando una generosa colata di spurgo. Per fortuna, la luce ovattata delle candele gli permetteva di nascondere certi inconvenienti. Dopo un attimo di esitazione, Manolo corse verso il letto, tanto per darsi tempo di riprendere il controllo, scostò le coltri e sprimacciò il cuscino. “Il vostro letto è pronto, Eccellenza.”, disse voltandosi. Don Pedro, accennò di sì con aria assonnata, poi si liberò del mantello, gettandolo su una panca, assieme al cappello e alla spada; poi si stravaccò su un seggiolone e allungando una gamba verso Manolo: “Toglimi gli stivali.”, gli ordinò. Il ragazzo accorse, gli afferrò il piede, dandogli le spalle, e glielo tolse, senza eccessiva fatica. Poi passò all’altro, quindi prese entrambi gli stivali e li andò a deporre accanto alla porta. La fragranza sprigionata dalle calze sudate del marchese non sarebbe stata delle più gradevoli per i nostri nasi raffinati, ma a quei tempi di scarsa igiene, diciamolo una volta per tutte, ci si era assuefatti e certi odori non destavano né sconcerto, né repulsione. Diciamo che le persone sapevano sorvolare sugli aspetti ...
... secondari e andare al nocciolo della questione. Manolo, quindi, non fece una piega a quell’odore graveolente: tutto sommato aveva sentito di peggio… e poi un marchese ha il diritto di puzzare come e quanto vuole! Cavati gli stivali, don Pedro si alzò in piedi e, con le mani ai fianchi, così che il ragazzo poté slacciargli la giubba e il farsetto, che appese a delle stanghe; quindi, con le mani che comprensibilmente gli tremavano, sciolse i lacci dei calzoni a sbuffo e glieli sfilò, lasciandolo in calze e mutande. A questo punto, la testa del povero Manolo girava alquanto vorticosamente, mentre l’eccitazione gli bruciava nel sangue, quasi disidratandolo. Aveva infatti la gola secca e respirava con un certo impaccio. Ma fu quando don Pedro tornò a sedersi e gli allungò prima un piede, poi l’altro, per farsi sfilare le calze, che Manolo quasi collassò. Chinato com’era, infatti, ebbe una panoramica in primo piano del bozzolo che si gonfiava voluminosamente alla convergenza delle cosce muscolose… L’emozione fu grande: mai si era trovato a distanza così ravvicinata dall’oggetto del suo desiderio, mai ne aveva sentito l’odore… quell’odore pungente… caldo… così terribilmente… Senza volerlo, Manolo si ritrovò a chiudere gli occhi e fare un profondo respiro. Si rese conto di essere diventato rosso come un peperone, allora si tirò indietro e si voltò, dirigendosi verso il letto, come se volesse lisciare per bene le lenzuola. Quello strano comportamento non sfuggì al marchese, che lo ...