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Roscio er froscio - 2
Data: 05/08/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... avvolse attorno alle palle, per impugnargli alla fine il cazzo molle. Paoletto ebbe un brivido: mai nessuno glielo aveva preso in mano, mai nessuno lo aveva toccato così e la cosa se da un lato lo imbarazzava, dall’altro gli dava un innegabile senso di gratificazione. Ma soprattutto, dovette ammettere suo malgrado, quelle attenzioni gli piacevano… e infatti il suo cazzo non tardò a reagire, non tardò a rispondere, ingrossandosi e palpitando nella mano del Roscio. “Bravo, ragazzo…”, mormorò quest’ultimo, continuando a baciarlo nell’incavo del collo e sulla spalla, mentre con la mano lo scappellava e lo lavava accuratamente, senza farsi accorgere, anche sotto la corona del glande, mascherandolo sotto forma di ardite carezze, che ebbero l’effetto di inturgidire l’organo ancora di più. Consapevole di averlo ormai in mano, il Roscio lo fece mettere in ginocchio al centro della vasca e, sempre mascherando il tutto sotto forma di un piacevole gioco erotico, prese a lavarlo accuratamente sotto le palle e in mezzo alle natiche. Prendeva l’acqua con le mani a coppa e gliela faceva ricadere sulle spalle, accompagnandola poi con una lunga carezza fino alle natiche; oppure gliela versava sul cazzo scappellato, gliela sciacquettava attorno alle palle. “Ti piace?”, chiese giovialmente. Paoletto annuì, del resto, non poteva fare diversamente, vista la consistenza che aveva assunto il suo cazzo. “Perché nun lo fai pure a me?”, disse con un sorriso. E Paoletto ...
... gli restituì il favore, dapprima esitante e limitandosi a passargli leggermente le mani sulle chiappe, poi in maniera sempre più ardita, via via che prendeva confidenza con un altro corpo maschile. L’ultimo ostacolo venne abbattuto, quando il Roscio gli prese la mano e se la portò all’uccello, operazione che fino ad allora Paoletto aveva evitato: a contatto con quel palo turgido e pulsante, il giovane ebbe un attimo di smarrimento, ma subito dopo lo impugnò con forza e accennò un timido movimento avanti e indietro, che fece schizzare in estasi il Roscio. Seguì un momento al calor bianco da entrambe le parti, finché il Roscio, afferrò Paoletto sotto le ascelle e lo sollevò facendolo sedere sul bordo della vasca: gli allargò le gambe, ci si posizionò in mezzo e con gemito di lussuria si fiondò a imboccare il suo cazzo, ingoiandone una buona metà “Occazzo, Roscio…”, sguaiolò Paoletto, aggrappandosi forte al bordo della vasca, specialmente quando l’altro scosse la testa, come un cane che si scrolli l’acqua di dosso. Le fitte di piacere si susseguivano, appena smorzate dall’imbarazzo: i pompini gli piacevano e questo non era neanche il primo, ma lo sconvolgeva che a farglielo fosse un altro uomo… e un uomo come il Roscio, per giunta, che faceva tremare tutto il quartiere… Il Roscio che glielo stava succhiando… Abbassò gli occhi come per capacitarsi che stava succedendo davvero, e per davvero il suo cazzo scorreva dentro e fuori la bocca carnosa del Roscio, che lo slurpava ...