1. Roscio er froscio - 2


    Data: 05/08/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... un poco arrivo pure io.”, e si allontanò un momento.
    
    Il giovane scavalcò il bordo della vasca e si immerse nell’acqua caldissima e bulicante, che gli sembrava di essere in un’enorme coppa di spumante. Le bollicine risalivano gorgogliando, gli solleticavano la pelle, gli pizzicavano i coglioni, gli scivolavano attorno all’uccello moscio, gli sembravano quasi entrare nel buco del culo… La piacevolezza di quelle sensazioni lo tranquillizzò e fu con un sorriso che accolse il ritorno del Roscio con una manciata di asciugamani che depose su un tavolinetto di marmo lì accanto.
    
    “Quanto sei bello, quanno sorridi, Paolé!”, esclamò quello, chinandosi e allungandogli una carezza sulla guancia, a cui stavolta l’altro non si sottrasse.
    
    “Aspetta, ché vengo pur’io.”, disse il Roscio e, rialzatosi, si spogliò in fretta, davanti, senza alcuna inibizione.
    
    Paoletto aveva già visto uomini nudi, specialmente in certi posti a Ostia, dove c’erano i nudisti e lui ci andava con gli amici per vedere di nascosto le fighe; ma così da vicino non ci si era trovato mai. A colpirlo, prima di tutto fu l’odore, un odore caldo, dolciastro e a tratti pungente, che lo raggiunse e avvolse; poi la vista di certi particolari anatomici, al momento inoffensivi, anche se per pudore Paoletto evitò di fissarli a lungo, per quanto se ne sentisse incuriosito, e magari anche attirato.
    
    Il Roscio entrò nella vasca e si immerse nell’acqua bulicante, sedendoglisi accanto e passandogli un braccio sulla ...
    ... spalla.
    
    “Che meraviglia… - sospirò, lasciandosi prendere anche lui dalla piacevolezza della situazione: la carezza frizzantina dell’acqua e la vicinanza seducente con quel ragazzo.
    
    Si abbandonò ad occhi chiusi, con la testa reclinata all’indietro.
    
    “Sei mai stato co’ ’n omo, Paolé?”, chiese, riscuotendosi.
    
    “Io?... no, certo che no… nun so’…”, e si interruppe in tempo.
    
    “Nun sei froscio? – rise l’altro – Pòi dirlo sai, nun m’offendo mica. E perché dovrei? Me piacciono i ragazzi, nun è mica reato… Paolé, dimme, te faccio schifo?”
    
    Paoletto si volse a guardarlo e ne incrociò gli occhi luminosi.
    
    “No”, rispose d’impulso.
    
    “Allora, te posso toccà… te posso fa’ na carezza, che me stanno a friccicà le mani…”
    
    “Me pòi fa quello che te pare…”, fece l’altro.
    
    “Ma nun dirlo co’ quell’aria de mortorio… fa finta che te piace, pure se non sei contento.”, e giratosi verso di lui, gli poggiò una mano sul petto, avvolgendogliela a uno dei pettorali e pizzicandogli il capezzolo con due dita.
    
    Paoletto sussultò, mentre il Roscio gli si faceva più vicino e continuava a carezzarlo sul petto e sull’addome. L’imbarazzo di quel primo momento fu grande e Paoletto si irrigidì, pur non potendo negare di sentire un certo piacere a quelle carezze delicate sulla pelle che l’acqua rendeva scivolosa e ancora più sensibile.
    
    Poi, il Roscio chinò la testa e lo baciò nell’incavo del collo, mentre la sua mano scendeva a sfiorare il ciuffo del pube e, dopo aver giocato con i peli, si ...
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