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Roscio er froscio - 2
Data: 05/08/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... indirizzò, o forse lo spinse con decisione, verso la stanza in fondo al corridoio, un locale relax perfettamente attrezzato, ad un lato del quale troneggiava un’imponente vasca da idromassaggio già in funzione. Il Roscio era una persona intelligente e capiva le persone con cui aveva a che fare: fin dal momento in cui gli aveva messo gli occhi addosso, si era reso conto che con Paoletto doveva andarci piano, che doveva usare il bastone e la carota, e lasciare che fosse lui a decidere quando togliersi le mutande. “Anvedi… - fece Paoletto genuinamente sorpreso – pure la jacuzzi…” “Pe’ te, solo er mejo…”, gli bisbigliò il Roscio all’orecchio, provocandogli un involontario brivido d’emozione. “Dai, spogliate Scopì, famme vedé quanto sei bono.”, aggiunse poi. Ma si rese subito conto d’aver commesso un passo falso. “Perdoname, Scopì, – si affrettò a dire, sfiorandogli la guancia col dorso delle dita - è che me piaci tanto e nun so’ abituato a trattà co’ quelli sensibili come te…” Tra i due non c’era una gran differenza d’età, Paoletto era sui ventisette/ventotto anni, il Roscio solo qualcuno in più, ma era sorprendente la capacità con cui quest’ultimo sapeva essere carismatico e manovrare le persone a suo vantaggio. “Dai, spogliate… famme vedé quanto sei bello…” Stordito dai complimenti e da quella situazione assolutamente nuova per lui, a cui, sfigato com’era, mai nessuno si era sognato di rivolgere una parola gentile, un gesto carino, ma solo insulti, ...
... minacce e calci nel sedere, Paoletto si sfilò la maglietta sbrindellata, svelando un torace magro, ma con i suoi pettoralini ben disegnati e due capezzoli, che immediatamente fecero venir voglia al Roscio di succhiarli. “Anvedi, che fisichetto, sto Scopino…”, mormorò, avvicinandosi, per quanto disturbato dall’acre sentore delle ascelle, che in effetti da un po’ non godevano del beneficio dell’acqua e tra il caldo di quei giorni e la paura, possiamo ben immaginare quali effluvi se ne levassero. Ma pur sentendosi pizzicare il naso, il Roscio gli si fece vicino e, vellicandogli leggermente il capezzolo con un dito: “E se avessi immaginato, Scopì, sarei venuto a cercarti io…”, mormorò, accennando una carezza, ma si arrestò subito, vedendolo ritrarsi, e fece un passo indietro per tranquillizzarlo. Paoletto, allora, si sbottonò i pantaloni e se li sfilò, la testa bassa, sentendosi addosso lo sguardo indagatore dell’altro. Rimase impalato lì, con solo le mutande e non accennava a togliersele, per quanto non fossero in condizioni presentabili. “Coraggio, Paolé, - fece il Roscio con voce insolitamente dolce e chiamandolo per la prima volta col suo nome – togliti ste mutande, così le buttamo via… Nun te vergognà, semo fra omini.” E Paoletto ubbidì, sfilandosele in fretta e gettandole da una parte, per coprirsi l’inguine subito dopo con la mani a coppa. Il Roscio tacque, per non metterlo ulteriormente in soggezione. “Bravo, Paolé. Dai entra in acqua adesso, ché fra ...