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Il castagneto
Data: 31/07/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Icepick7, Fonte: Annunci69
... orientale. - Non è ancora il momento! - mi disse; non avrebbe certamente voluto finire in quel modo, per cui ripresi a baciarlo cercando di calmare quella furia animale, anche se solo in parte. Mai peccai di presunzione come in quel momento. Frugò nervosamente nel suo borsello alla ricerca di qualcosa, tirò fuori un preservativo, nonostante mi avesse poco prima mostrato con assoluta trasparenza il documento attestante la sua incontrovertibile salute sessuale su tutti i fronti. Gli dissi che non era necessario e che per quell'occasione avremo potuto provare senza, data la mia fiducia che non ha mai tradito. A quelle parole, mi sentii istantaneamente addosso lo sguardo di un leone affamato a caccia, pronto a balzare sulla preda, era dannatamente pronto ed impaziente. Mi girò di spalle facendomi piegare leggermente, ammirò ciò che prima aveva potuto solo sfiorare tuffandocisi a pieno viso, avendo cura di inumidire abbondantemente, ci sapeva fare anche in quello. Il solletichio della barbetta lasciò spazio ad una presenza alquanto ingombrante, che iniziò subito a sondarmi, in cerca del punto favorevole. Così, con pochi attenti e progressivi colpi, Giovanni affondò dentro di me, cercando il meno possibile di farmi male ma al contempo assestando colpi decisi, nonostante la resistenza del mio buco abbastanza stretto. Urlai dal dolore, poi, gradualmente, dal piacere. Una volta rilassato, mi protesi più in avanti, inarcai la schiena appoggiandomi di peso ...
... con un braccio ad un albero che avevo davanti. Ruvida pelle sferzata dalle intemperie contro candida pelle sferzata dalla furia animale, in un innaturale simbiosi silvestre. I colpi scuotevano l’aria, la placida quiete di quell’incantato luogo, scuotevano me fino alle ossa, e con me l’albero, leggere foglie ondeggianti si unirono a quella vorticosa danza. Un brivido percorse tutto il mio corpo in estasi. Nemmeno le distratte auto che sfrecciavano poco più in alto potevano destarmi da quel sogno, chi per caso fosse stato spettatore ne sarebbe rimasto certamente ipnotizzato. Giovanni continuava instancabile con i suoi affondi, energici e decisi ma quanto più gentili e attenti per non provocarmi dolore, ansimando come un bufalo e chinandosi di tanto in tanto a baciarmi la schiena e il collo, pur mantenendo costante il ritmo. Continuò per pochi altri minuti, era irrimediabilmente sempre più eccitato, la forza aumentava, ma diminuiva la frequenza: era arrivato al limite massimo. Per l’ultima volta affondò energicamente e, ancora senza preavviso, scaricò tutto il suo abbondante piacere dentro di me. Urlò dalla liberazione come se fosse stato posseduto da un orso. L’ondeggiar dell’albero cessò di colpo, la danza era finita ancor prima dello scoccar della mezzanotte. Il mio animo era ancora avvolto nelle bollenti spire di quel vortice, mi svegliai di colpo frastornato, percepii un calore nel ventre e immediatamente qualcosa fuoriuscire da me. Resosi ...