1. Caffè macchiato (edm.18)


    Data: 02/07/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fab80, Fonte: Annunci69

    ... fingere che tutto vada bene, senza metterli in guardia del, ben più che potenziale a questo punto, esito infausto dell’esame.
    
    Che fare?
    
    Dopo aver camminato per più di un’ora avanti e indietro lungo l’argine decido che la cosa migliore è parlargli chiaro, ovvero segnalare le evidenti criticità per non ingenerare aspettative fuorvianti.
    
    Torno verso casa, con il discorsetto ben chiaro in testa.
    
    Sto infilando la chiave nella serratura del portone quando sento delle risate provenire dal terrazzino del terzo piano. Non ci posso credere: Andrea e Roberto sono in compagnia della signora Alba, in casa di lei, che fumando la consueta sigaretta ‘100 del tardo pomeriggio, tiene banco con i miei amici.
    
    81 anni e non sentirli: scatta subito il campanello d’allarme ad immaginare le situazioni a dir poco imbarazzanti che si potrebbero creare mettendo insieme quelle tre personalità così esplosive e male assortite.
    
    “Ehi ragazzi ma cosa ci fate lì? Lasciate tranquilla la mia vicina!” grido dal marciapiede
    
    “Ma se ci ha invitato lei! Dai raggiungici!”
    
    Arrivato sul pianerottolo, Alba viene ad aprirmi la porta raggiante “Ma che simpatici i tuoi amici, che gentili! Li ho incontrati mentre rincasavo con la spesa e si sono offerti di portarmela fino a casa. Così li ho invitati a bere qualcosa di fresco!”
    
    La seguo sul terrazzo dove i miei amici sono comodamente seduti intorno a un tavolino in plastica, protetto da un ampio parasole, intenti a sorseggiare del vino rosé da ...
    ... calici di vetro smerigliato.
    
    “Ciao Fabio, com’è andata la passeggiata al parco? Ti sei riposato?”
    
    “Tutto bene grazie; vedo che voi invece non avete fatto molta strada!”
    
    “Eh no! Stavamo andando a farci un giro quando abbiamo incontrato Alba: racconta un sacco di cose interessantissime”
    
    “Ecco qualcosa di fresco anche per il nostro Fabio – interviene la signora porgendomi un bicchiere – stavo giusto raccontando ai tuoi amici che alla fine della guerra, nel 44-45, ero una gappista (ovvero una partigiana di città) e, avendo una certa libertà di movimento perché papà facevo la postina, consegnavo, nascosto nel sottofondo del cestino della bicicletta, messaggi in codice per la resistenza. Rischiavo ogni giorno la vita ma che belli che sono i vent’anni… voi non vi rendete conto di quanto siete fortunati!”
    
    “Alba! – intervengo io – non me aveva mai raccontate queste cose!”
    
    “Caro, tu la maturità l’hai già data, loro no! –poi prosegue – quindi se vi faranno domande sulla resistenza ricordatevi di citare i GAP… farete un’ottima figura! Uno dei mali di questo paese è la memoria troppo corta: tutti o quasi si sono dimenticati di quei giovani, uomini e donne, che hanno dato la loro vita per un futuro libero!”
    
    I ragazzi sono entusiasti del suo racconto e le pongono una serie infinita di domande mentre il pomeriggio sfuma nella sera.
    
    In fondo questa strana tavolata transgenerazionale in una periferia di inizio millennio accalorata sugli eventi tragici vissuti da una giovane ...
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