1. Il cazzo del camionista e del... ginecologo!


    Data: 14/06/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: FringuellinoCaldo, Fonte: Annunci69

    Mi fa ancora male la pancia.
    
    Sono da F., il ginecologo che si occupa di mia madre e mia sorella.
    
    Funge da medico di famiglia, quindi cura anche di me, anche perché mi incula, forse è stufo della figa. Gli telefono e ci vediamo nel suo studio quando ha finito le visite, mi fa degli approfonditi “controlli”.
    
    Tra l’altro è caro, di lusso, vengono da lui da tutta Italia e prende un sacco di soldi ad ogni visita, ma noi non ci fa pagare, altrimenti non potremmo permettercelo, lo conosciamo perché va a caccia con mio padre.
    
    Loro due si conoscono da molto tempo, le famiglie si riuniscono per pranzi e cene, soprattutto di cacciagione, con le sue figlie che hanno la mia età e la sua elegante signora.
    
    Io e lui siamo diventati “intimi” da quando sono stato nel suo studio con mia madre per un saluto e lei approfittò del momento per spiegargli che nonostante la giovane età mi bruciava dentro, forse poteva essere un’infiammazione.
    
    “Così giovane?” aveva risposto lui, dubbioso, con uno strano sorrisetto sulle labbra.
    
    C’era stata la vendemmia nei nostri vigneti ed avevo mangiato l’uva con i prodotti chimici sopra, almeno lei era convinta così. In realtà mi avevano sbattuto come una cagna in quattro, lì in campagna fra i filari, con il loro cazzi non proprio puliti, sborrandomi in culo e in bocca, uno, tanto per gradire, mi aveva anche pisciato dentro, poi avevo puliti con la lingua.
    
    Di certo non una novità ma mi sentii male.
    
    Forse perché non c’era stato modo di ...
    ... lavarsi, il tutto si era sommato al caldo ed alla stanchezza, avevo tenuto tutto nell’intestino perché mio padre si stava avvicinando e mi ero dovuto sistemare in fretta.
    
    Per farla breve, mi visitò, infilandomi un dito nel culo. Diagnosticò una lieve prostatite, ordinò delle medicine, disse a mia madre che sarei dovuto tornare da lui due giorni dopo, da solo, per un controllo.
    
    Quando andai la prima cosa che mi disse fu che l’avevo proprio rotto e mi domandò, testualmente, quante volte fossi stato sodomizzato e da quando, visto il rilassamento dei muscoli anali e la facilità di penetrazione, invece di uno infilò tre dita. Gli raccontai tutto, di quel giorno nei campi ma anche di tutto il resto, gli inizi, T. e M., il branco, le Feste. Mi disse che lui si era accorto, solamente guardandomi, che ero una checca puttana, una femmina sbagliata.
    
    Gli spiegai anche che era da un po’ che quando mi scappava da cagare dovevo correre perché non riuscivo a tenerla molto, il culo non reggeva e sporcavo le mutande.
    
    Tanto per cominciare e per farmi capire cosa voleva da me, si fece tirare una pompa per vedere cosa ero capace di fare.
    
    Mentre lo succhiavo mi disse che le corna a sua moglie gliele aveva messe solamente con ragazzi e che era da un po’ che non succedeva.
    
    Dopo che ebbi ingoiato mi prescrisse le analisi del sangue e mi ordinò di fare esercizio con i muscoli anali che erano sbrindellati “Sfilacciati come il moccio Vileda” disse testualmente, il classico “stringi e ...
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