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La marchesa di colfiorito - 1
Data: 10/06/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... ne sottolineava le forme sode e armoniose, facendone risaltare maggiormente l’eburneo incarnato del petto, la leggera peluria delle cosce, il folto cespuglio aggrovigliato del pube, su cui si adagiava il sesso molle e carnoso. Rodolfo gli si inginocchiò al fianco. “Sei bellissimo…”, mormorò, allungando la mano a sfiorargli un capezzolo con la punta delle dita. Tommaso sorrise. “Ci state provando, marchese?” Rodolfo non rispose, ma con una tenerezza che lui stesso ignorava d’avere, si chinò e poggiò le sue labbra anelanti su quelle dischiuse di Tommaso. Fu solo un contatto fugace, ma tanto bastò per sconvolgere l’intero universo di entrambi. Per Rodolfo fu come se la diga che aveva eretto per trattenere le sue passioni fosse d’un tratto crollata, travolgendo con la sua piena ogni residua paura; per Tommaso invece fu come la scoperta di qualcosa che solo ora si accorgeva di aver sempre desiderato. Le labbra, per un istante disgiunte, tornarono a cercarsi e stavolta si aprirono alla scoperta l’uno dell’altro. Rodolfo si distese al fianco di Tommaso: la sua incontrollabile foga era ormai evidente nell’erezione sgusciata fuori dal contenimento delle mutande: con un braccio, passatogli dietro la nuca, stringeva a sé l’amato, intanto che l’altra mano ne percorreva frenetica il corpo, il petto levigato, l’addome, l’inguine piumoso, fermandosi infine a sollecitargli il cazzo, che già si ergeva fremente, senza bisogno di ulteriori stimoli. Poi, Rodolfo non si ...
... contenne più. Incurante dello stato di prostrazione in cui ancora versava Tommaso, si tolse con furia l’inutile indumento, che ancora lo ingombrava, e gli si pose a cavalcioni sulle cosce, chinandosi poi a leccare e baciare il suo petto, seguendo con la lingua il contorno dei pettorali, morbidamente disegnati, e arrivando a mordicchiarne i capezzoli, facendolo guaire di piacevole dolore. A Rodolfo non sembrava vero che si stessero avverando quei desideri reconditi, che per mesi aveva accarezzato e alimentato in lunghe nottate di veglia. Scese verso l’addome, inebriato dalla levigatezza della pelle, dalla morbidezza della rada peluria, dal gorgoglio che sentiva in profondità nel ventre. Il sentore del cazzo turgido cominciò ad arrivargli alle narici e lui dapprima fremette, mentre gli ravanava con la lingua nell’ombelico, poi senza soluzione di continuità, presolo in mano, ingoiò interamente la cappella, risucchiandone il sugo. Tommaso rimase basito, boccheggiando sia per l’intenso piacere, sia per la sorpresa: non immaginava che si potesse arrivare a tanto… Ma per la verità, erano molte le cose che non immaginava. Sentendo le labbra del marchese serrarglisi attorno alla verga, sentendo la sua lingua avvolgergli il glande e spremerlo con una vigorosa suzione, Tommaso sguaiolò, rovesciando indietro la testa, mentre istintivamente sollevava il bacino per affondarglielo ancora di più nella gola. Stava avvenendo tutto in fretta, troppo in fretta, ma del resto, quando un fiume ...