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Danilo e federico - parte i: danni collaterali (9)
Data: 25/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: vgvg91, Fonte: Annunci69
... non come oggi, non come in hotel. Non te lo permetterò più». La mia voce era ferma. «Sei stato coraggioso» concluse lui. «Vorrei andare via, ora» feci io, a mezza voce. Senza accorgermene, il mio corpo sbatteva incontrollabilmente. Pareva fossi attraversato da un terremoto interno e mi sentii nauseato. Tentare di alzarmi si rivelò una fatica immane. Danilo si avvicinò prontamente e porse una mano verso il mio viso. D’istinto, mi scostai piegando la testa. «Non ti faccio nulla, stai tranquillo. Ma hai un aspetto tremendo, sei pallidissimo». Poggiò con delicatezza una mano sulla mia fronte. «Sei bollente». Si alzò e mi lasciò lì, mentre si recava in bagno. Tornò dopo pochi secondi con un termometro, porgendomelo. Lo infilai sotto l’ascella. Dopo qualche minuto, un bip segnò la temperatura. «Trentotto e mezzo» lessi con un filo di voce. Mi sentivo stanchissimo. «Tu non ti muovi di qui stanotte» disse Danilo, improvvisamente serio. «No, ho lezione domani» e provai ad alzarmi, ma lui con una mano mi costrinse a restare seduto, facendo pressione sul mio corpo. «Tu domani non vai proprio da nessuna parte. Adesso mandi una mail a scuola e li avvisi che non potrai fare lezione». «Sono un supplente, non posso permettermelo» protestai. «Non sei carne da macello. Ti prenderai un paio di giorni di permesso, non succederà nulla» disse lui, in tono rassicurante. Annuii debolmente, seppur restio a passare la notte lì. Ma ero davvero sfinito e non ...
... riuscii a oppormi. «Reggiti a me» sussurrò, portandomi le braccia attorno al suo collo, e mi sollevò in braccio con facilità. Non dissi nulla, poggiai solo il viso sul suo petto caldo mentre mi trasportava in camera da letto. Mi poggiò sul letto con delicatezza e mi avvolse nelle lenzuola, lasciandomi anche la coperta di lana. «Riposa. Chiamami se hai bisogno, resterò sveglio tutta la notte per sbrigare alcune pratiche di lavoro» e se ne andò, spegnendo la luce e socchiudendo la porta. Sentii i suoi passi pesanti muoversi verso lo studio. Mi strinsi nella coperta, i miei occhi si fecero pesanti. Mi addormentai quasi istantaneamente, sprofondando in un sonno senza sogni. «Ma che cazzo!!». L’urlo mi fece svegliare all’improvviso, un po’ allarmato. Rimasi steso per qualche secondo, provando ad ambientarmi. Sentivo come dei fischi in lontananza, ma immaginai che dipendesse dal mio stato di salute. La testa mi pulsava e i muscoli erano doloranti, notai mentre mi mettevo a sedere. Tenevo gli occhi aperti a fatica, grattandomi la testa con confusione. La camera da letto era nella penombra: le persiane socchiuse facevano filtrare pochissima luce. Mi girai verso il comodino e trovai un bicchiere colmo d’acqua: lo presi insieme al termometro e lo svuotai in pochissimi sorsi, dando sollievo alla gola arsa. Il bip del termometro segnava trentasette gradi e mezzo. Effettivamente, mi sentivo meglio, ma ancora molto stordito. Avevo bisogno di urinare, così mi alzai con calma e, con ...