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Danilo e federico - parte i: danni collaterali (9)
Data: 25/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: vgvg91, Fonte: Annunci69
... pesantemente. Non facevamo l’amore da oltre un mese, ormai, ma a me non importava. Non ne sentivo né mancanza, né necessità. Finché non siamo arrivati al punto di rottura. Ciò che hai visto oggi, è stata solo la conclusione più dignitosa possibile di una storia durata 5 anni». «Hai lasciato la tua ragazza per qualcosa che teoricamente senti nei miei confronti. Fattelo dire» dissi io, ridendo amaramente, «quello che senti per me è solo voglia del mio culo». Danilo sollevò di scatto la testa: ne approfittai per restituirgli uno sguardo carico di delusione. «Non è così…» disse lentamente. «Ah, e come dovrebbe essere? Ho avuto la dimostrazione di chi sei davvero quella notte in hotel!» proruppi io, giunto al limite, cominciando ad avvertire le lacrime che bagnavano i miei occhi. Il silenzio che seguì fu interminabile e di una pesantezza inesprimibile. Io stringevo la tazza ormai vuota con la vista offuscata dalle lacrime, ma non distolsi lo sguardo dall’uomo. Danilo si guardava i piedi nudi vistosamente imbarazzato, la bocca contorta dal nervosismo. Poi parlò, rompendo finalmente il silenzio. «Ti ho violentato, quella sera». Non era una domanda, ma una affermazione, una presa di coscienza. «Sì» feci io, liberandomi finalmente di un peso che mi schiacciava da mesi. «Mi dispiace». Trasalii. Danilo non si era mai scusato prima d’ora e le sue parole trasudavano sincerità e commozione, il tono di voce sembrava provenire dai più oscuri recessi del suo ...
... animo. Aveva il volto in fiamme. «Non capisco» continuò lui, «perché sei ancora qui?». Seppi cosa dire senza esitazione: quei mesi mi avevano permesso di riflettere e giungere a una conclusione. «Mi sentivo macchiato di una colpa non mia. Poi ho iniziato a riflettere. Più riflettevo e più non trovavo una spiegazione per quella attrazione che provavo. Mi credevo malato, è stato orribile. Dovevo capire il perché. Doveva esserci una spiegazione al fatto che il trauma fisico non si fosse riversato sul mio animo come mi aspettavo, mandandomi in frantumi. Ritenevo fosse una reazione sbagliata, ma che dovevo necessariamente indagare, per scoprire me stesso. Perciò sono venuto da te quella sera, per capire cosa avrei provato nel rifarlo con te, constatare e prendere consapevolezza di alcune sensazioni. Nonostante in quei momenti ti vedessi assolutamente distante e indifferente, era la cosa giusta da fare. Tu pensi di avermi usato, di aver disposto del mio corpo come meglio credessi. Ma anche io avevo uno scopo: sono stato io, in fondo, a concedertelo. Ti ho usato anche io. Il resto, lo sappiamo entrambi». Una lacrima mi rigò il volto. «Ti sei sentito violentato anche stasera?» chiese Danilo, tormentandosi le mani. Non mentii. Scossi la testa in segno di diniego, ma aggiunsi: «Mi ha ferito il tuo atteggiamento, non come mi hai scopato. Quando mi hai lasciato scelta le scorse volte, ero pronto a quello che sarebbe accaduto, ero consenziente. E lo rifarei ancora. Ma non così, ...