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Danilo e federico - parte i: danni collaterali (9)
Data: 25/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: vgvg91, Fonte: Annunci69
... silenzio. Danilo scosse la testa: «Dovevo capire cosa mi stesse succedendo, ma ho preferito viverla a modo mio. Così ti presentai la scusa che sarei passato di lì solo per pura coincidenza, quando in realtà si trattava di un incontro premeditato. Sai bene come abbiamo vissuto quella domenica. Ogni singolo gesto che compivo, ogni minima azione rappresentava un test al quale sottoponevo me stesso». Il cuore cominciò a battere furiosamente nel petto, mentre i brividi aumentavano a dismisura, nonostante la bevanda calda avrebbe dovuto teoricamente calmarmi. «Non ti nego che, dopo quell’episodio, ero sempre più curioso di capire, di capirmi. Ma non avevo un valido pretesto per rivederti, senza suscitare in te nessuna illusione. Poi, come un segno del destino, Vanessa mi disse che non avrebbe potuto partecipare alla cena aziendale. Ero sollevato, sono sincero. Perché mi si presentò l’occasione di ricontattarti. Sei stato il mio primo pensiero, a dispetto di quanto tu possa leggere in quel messaggio». Danilo prese una pausa, sistemandosi sul divano e abbassando il capo. «Quella sera è stata diversa. Ho cominciato a osservarti con occhi diversi, che andavano oltre il mero interesse fisico. Il tuo atteggiamento mi ha fatto scoprire un altro lato di te. Non avevo più davanti a me il Federico insicuro e sottomesso… Ma un uomo coerente con la sua natura, che non indossa una maschera per apparire chi non è. In macchina, non facevi altro che tenermi testa, a rispondere ...
... a tono senza permettermi di esprimermi. Non sono molto bravo in questo» aggiunse, piegando le labbra in un timido sorriso. «È stato più forte di me. Ho avvertito l’istinto irrefrenabile di baciarti, anche per farti tacere una volta per tutte. Quella notte, non temo di dirlo, non ho fatto solo sesso con te: ho fatto l’amore». Il mio cuore pareva dovesse uscirmi definitivamente dal petto. «…stai bene?» disse lui, interrompendo il fiume in piena delle sue rivelazioni, «hai un aspetto orribile e sei molto pallido». «Sto bene» sentenziai io. «Continua». «D’accordo. Il mattino dopo… ecco, ero terrorizzato. Per quello che era successo, per quello che avevo provato tenendoti stretto a me. Sentivo di volerti proteggere ma, allo stesso tempo, non volevo rischiare di prenderti in giro. Dovevo allontanarti, tenerti al sicuro da quello che sono davvero… sparire per un po’ dalla tua vita e mettere ordine nella mia». «Lasciandomi senza uno straccio di risposta per due mesi» sbottai io, stringendo le labbra. «Hai ragione. Mi è servito più tempo del necessario. Non potevo permettermi di rispondere nemmeno ai tuoi auguri di Natale. Temevo che avremmo cominciato a parlare, andando a interrompere il percorso che avevo intrapreso. Ho passato la vigilia di Natale qui su questo divano, da solo con i miei pensieri. Poi ho raggiunto Vanessa il mattino dopo. Lei si accorse subito che ero distante, diverso dal mio solito animo passionale. Dopo le vacanze abbiamo discusso, anche ...