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A.d. 1537. residenza del principe carlo maria filippo guespetti.
Data: 22/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: RedTales, Fonte: Annunci69
... aveva preso in un’analoga situazione quando, giovinetto, era stato chiuso in collegio. Davanti agli occhi, in pochi istanti, gli passarono tutte le immagini di quella violenza e lanciò un urlo che fece trasecolare e fermare il bracciante che se ne uscì con un: “Principe!”. Quell’esclamazione lo fece tornare in sé. Davanti agli occhi aveva nuovamente il suo paggio e l’uomo che con tutte e due le mani cercava di allargargli il più possibile il solco tra i glutei per poterci entrare. Un’altra volta lo colpì la smisurata sproporzione tra la mastodontica cappella e quel culetto che si poteva quasi stringere completamente in una mano e, con voce ferma e severa, gridò: “fermo! Fermati!” Il ragazzo lo guardò stupito. “Per oggi basta, sono stanco. Ritirati.” Interrotto nuovamente quando ormai si era illuso di ammansire il suo desiderio in quel fanciullesco solco, senza riflettere, provò a chiedere: “posso portare con me il paggio?” La risposta piccata e durissima fu immediata. “Come osi! Bada a come parli in mia presenza!” Il villico non aggiunse altro rendendosi immediatamente conto di quanto fosse stata tracotante la sua espressione. Scese dal letto spostandosi immediatamente nel ...
... fondo della stanza con una espressione di deferenza e dandosi tra sé e sé dello stupido per aver pensato di poter togliere al Principe, anche se solo per poco, il proprio paggio personale. “Tu, cosa fai ancora li! Chiama il cameriere. Che venga a prendere questo contadino per accompagnarlo fuori.” Il ragazzino non se lo fece ripetere e, scendendo giù dal letto, incurante di essere nudo, chiese a gran voce la venuta del cameriere che quasi subito, dopo aver bussato, aprì la porta salutando ossequiosamente il Principe e sembrando quasi non far caso alla nudità di tutti. “Accompagna il contadino dabbasso e affidalo alla guardia non prima di averlo fatto rivestire e non dimenticare di ricompensarlo.” “Ringraziando e salutando ossequiosamente l’ospite se ne andò, ancora nudo, dopo aver raccolto i propri panni. “Vestiti, cosa aspetti a vestirti.” rimbrottò il paggio che guardò grato il suo signore osando sussurrare: “grazie signore per non aver lasciato che fosse quell’uomo a cogliere questo frutto per la prima volta.” “Vergine? Sei ancora vergine?” Il paggio portò lo sguardo al pavimento senza aggiungere altro. “Beh! A questo dovremmo provvedere. Magari con qualcosa di più adatto a te.”