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A.d. 1537. residenza del principe carlo maria filippo guespetti.
Data: 22/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: RedTales, Fonte: Annunci69
... deferenza. “Sentiamo.” “Mi concedete di soddisfare il desiderio che mi è ancora rimasto con il vostro paggio?” Il Principe prima posò lo sguardo su quel campagnolo che osava mendicare una siffatta richiesta, quindi lo spostò sul suo paggetto che si era fatto serio in viso ed infine rimase silenzioso a fissare lo smisurato bastone di carne che fino a poco fa gli aveva dato così tanto piacere. Per alcuni lunghissimi minuti regnò il silenzio finché non echeggiò la risposta inattesa: “si, va bene, te lo concedo. Ma qui, sul mio letto, adesso.” Il ragazzetto si sentì venir meno in quanto mai aveva aperto le sue intimità a chicchessia ma soprattutto per l’imponente sesso che lo avrebbe posseduto. Comunque, conscio del suo ruolo, accettò la decisione del suo Principe cercando di dissimulare l’angoscia che stava provando. Il contadino iniziò a ringraziare per la concessione che gli era stata fatta ma fu seccamente zittito dal nobile che lo incitò ad affrettarsi a compiere quanto desiderava. Contemporaneamente ordinò al giovane paggio di appropinquarsi al letto e di spogliarsi. Il ragazzo si avvicinò con un incedere indeciso e quindi prese a togliersi i voluminosi indumenti che lo ricoprivano facendo attenzione a non sdrucirli e ammucchiandoli in modo ordinato uno sopra all’altro. Come rimase nudo la pelle diafana lo fece sembrare ancor più piccolo ma la cosa sembrò non interessare il Principe che gli ordinò di stendersi sul letto e, come lo ebbe fatto, gli ...
... si sedette vicino. “Avvicinati pure tu e prendi quanto hai chiesto.” Il ragazzotto, nuovamente molto eccitato e con l’erezione che sembrava ancor più una imponente si accostò fissando le due gambette magre e il minuscolo sedere che gli veniva offerto per i suoi servigi. Il Principe con un lento gesto della mano lo fermò invitandolo a prendere il vassoio degli unguenti. Come lo ebbe davanti prese un’ampolla e, dopo essersi cosparso la mano con il suo contenuto, la passò tra i glutei tesi e rigidi. Infilò anche un dito nello stretto pertugio riscontrando come fosse veramente angusto e serrato dai muscoli tesi allo spasimo come per cercare di proteggerlo. A quel punto, con un cenno, accordò al contadino di saziarsi della giovane carne. L’uomo si appoggiò al letto e si fece sopra il giovinetto quasi eclissandolo con la sua mole e facendo scorrere il membro tra le natiche per posizionarlo. Il Principe notò la sproporzione tra le due parti: enormemente una e minuscola l’altra. Con lo sguardo percorse l’intero corpo del suo paggio e quando arrivò alla testa che era sprofondata tra le morbide lenzuola questa ruotò verso di lui e non poté fare a meno di incrociare lo sguardo triste e rassegnato del fanciullo e fu come abbagliato da un lampo. Il viso del giovane si era trasformato nel suo. Sgomento chiese anche al contadino di girare la faccia verso di lui e non lo riconobbe perché il viso non sembrava quello del villico ma quello di un suo vecchio educatore che lo ...