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E fu scambiato per...
Data: 18/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: RedTales, Fonte: Annunci69
... quasi alla fine. La zona era buia e con poche macchine parcheggiate. Anche Federico la conosceva perché era spesso frequentata da ragazzi che ci andavano per pomiciare con le loro fidanzatine. Quando spense il motore ebbe un ripensamento e si chiese se non avesse fatto una sciocchezza ad entrare in quella macchina proprio mentre l’uomo tirò fuori dalla tasca tre banconote da mille lire e gliele infilò nel taschino del giubbotto. Con rapidità abbassò quindi prima il sedile di Federico e poi il suo e, a questo punto, con fare perentorio gli ordino di abbassarsi i pantaloni: “voglio vederti il culo. Con i jeans non si capisce mai come è fatto.” Quasi stregato da quella situazione che nemmeno nei suoi sogni erotici aveva mai immaginato, abbassò la cerniera e, facendo ponte, abbassò in un colpo solo i pantaloni e le mutande, lasciando saltar fuori il pene che, eccitato per la situazione, era già duro. “Vedi che non mi sbagliavo. Ti tira già. Girati che voglio godermi il tuo culo.” Lo fece mentre l’uomo accese la luce interna per poter vedere meglio e si mise subito ad accarezzare quelle giovani forme ben arrotondate percorrendole con calma e seguendone le curve mentre il giovane provò immediatamente dei brividi per quel contatto. “Sei proprio bello. Mi piacerebbe proprio farti anche il popò” Come un fulmine a ciel sereno quella frase scosse il giovane che mai si sarebbe aspettato una tale richiesta e che, in modo disordinato e goffo, cercò di rigirarsi ...
... e di tirare su i pantaloni. “Tranquillo, tranquillo, per oggi mi basta solo il pompino, però hai proprio un bel culo.” Quelle parole furono sufficienti a tranquillizzarlo. “Però mentre mi succhi ti accarezzo il culo lo stesso” aggiunse subito dopo mentre la testa di Federico faceva di si in segno di consenso domandandosi nuovamente tra sé e sé: “ma cosa diavolo sto facendo. Ma in che situazione mi sono messo. Ti rendi conto...” Quei pensieri si interruppero nel preciso momento in cui l’uomo gli prese la mano e se la portò sul cazzo. Anche quel contatto fu un nuovo choc, sia perché non si era nemmeno accorto che si era abbassato i pantaloni, sia perché lo trovò molto peloso, assai di più di quello del suo amico. Lo sentì ancora mezzo flaccido e, istintivamente, lo strinse con la mano iniziando a muoverla. “Bravo. Proprio così. Toccalo per bene.” Continuò a fare del suo meglio ma fu interrotto quasi subito: “fermo, fermo, voglio che me lo fai diventare duro con la bocca. Vedrai che ti piacerà sentirlo crescere dentro.” Sempre con una certa difficoltà, visto lo spazio ridotto, si spostò e si piegò in avanti per poter raggiungere il pene con la testa e come gli fu vicino sentì un deciso odore di maschio, un mix tra sudore, urina e liquido seminale. Un odore nuovo ma non sgradevole. Come vi appoggiò sopra le labbra si accorse che la punta era umidiccia ma non se ne curò e la fece scivolare dentro per alcuni centimetri. Forse troppo pochi perché l’uomo ...