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E fu scambiato per...
Data: 18/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: RedTales, Fonte: Annunci69
Ecco un altro racconto ispirato dall’esperienza diretta di una persona che ha un profilo su questo sito. Lascio a lui l’eventuale replica a domande o commenti e la decisione se svelarsi o meno ai lettori. Nel 1970 Federico, che aveva appena compiuto diciannove anni e frequentava l’ultimo anno del liceo, si era da poco trasferito con la sua famiglia dal centro storico alla periferia. Aveva così cominciato a prendere l’autobus per potersi recare a scuola ed anche per raggiungere, al termine delle lezioni, la casa dei nonni dove era solito pranzare per poi proseguire a piedi verso l’abitazione di un suo compagno dove si fermava quasi ogni giorno, per gran parte del pomeriggio, a studiare. Ormai era un’abitudine, iniziata fin dai tempi delle suole medie, che continuavano a mantenere, forti della loro amicizia. Il loro, anno dopo anno, era diventato un rapporto davvero speciale e, nelle ore che passavano assieme, si raccontavano praticamente ogni cosa. Con il passare del tempo i loro discorsi finirono spesso per addentrarsi nei labirinti del sesso che lentamente iniziavano a scoprire, confidandosi le improvvise erezioni e giungendo anche a confrontare le proprie dotazioni quasi alla ricerca di conferme. Lentamente la loro intimità si era spinta anche oltre e qualche volta si trovarono, uno di fronte all’altro, intenti a masturbarsi, quasi in gara per vedere chi schizzasse per primo. Il passo successivo fu il farsi qualche sega reciprocamente in spensierata allegria. ...
... Entrambi ritenevano quei comportamenti piacevoli ma era ben lungi da loro l’idea di considerarli un qualcosa che si avvicinasse all’idea di omosessualità. Vivevano quelle prime esperienze con disinvoltura, tenendole ben segrete e spesso eccitandosi con dei giornaletti dove procaci donnine erano possedute da maschi assai ben dotati. Una volta, perdendo una scommessa, Federico dovette pagare pegno baciando la cappella dell’amico. Ma, anche in quel caso, entrambi vissero quel gesto come un simpatico pegno di stampo goliardico. Una sera, verso le diciannove e trenta, dopo un pomeriggio passato con l’amico, Federico, come era solito fare, si trovò ad aspettare l’autobus ad una decina di metri dalla fermata per poter usufruire della luce dell’unico lampione della strada per leggere qualcosa. All’improvviso notò una 128 bianca avvicinarsi ed accostare al marciapiedi. Il conducente, come se volesse chiedere delle informazioni aprì il finestrino e gli fece dei gesti per farlo avvicinare e, appena fu vicino gli disse: “quanto vuoi?” Federico lo guardò stupito, sorpreso per la domanda che non aveva capito e rispose con un ingenuo: “per fare cosa?” “Un pompino. Solo per un pompino.” Dopo un attimo di indecisione e d’imbarazzo il ragazzo replicò informandolo che aveva sbagliato persona. “Sei sicuro? Mi sa che tu i pompini li sai fare e anche bene. Hai proprio la faccia di un pompinaro.” A quel punto il giovane si girò allontanandosi mentre l’uomo al volante rincarò la dose: ...