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Cenerentolo - 2
Data: 06/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... duro. “Non hai visto come mi ha lisciato il culo?” “E tu non hai visto come mi ha palpato il cazzo?” “Stava procedendo tutto bene, - intervenne il barone incazzato nero – Perché ve lo siete fatto scappare.” “Ce lo siamo fatti scappare? – rispose Tarvisio – è lui che è corso via, appena è entrato quel cagacazzi lì!” “Chi è?” “E chi lo sa?” “Quella faccia mi sembra di conoscerla… - disse il barone aguzzando gli occhi – Ehi, ma non sembra anche a voi che somiglia a Cenerentolo?” “Sì, Cenerentolo! Figurati, pa’! – fece Germano – Tutto pulito e rivestito! E dove l’avrebbe presa quella roba?” “Hai ragione: quello sgorbio se ne starà come minimo raggomitolato a dormire in mezzo alla cenere del camino. Ma spero per lui che ci abbia acceso il fuoco nelle camere, ché stavolta lo faccio nero!” disse il barone. “Ma intanto che facciamo, pa’?” “E che facciamo? Aspettiamo come si mettono le cose: stategli dietro, cercate di riacchiapparlo.” Il Principe intanto aveva raggiunto il giovane sconosciuto. “Benvenuto”, gli fece, fissandolo con occhi incantati. “Grazie e ben trovato a voi, Vostra Altezza!”, rispose quello, togliendosi il berretto in un largo inchino. Il Principe represse a stento l’impulso di stringerlo fra le braccia e baciarlo. “Venite, - gli disse invece – balliamo.”, e lo prese per mano, guidandolo verso il centro del salone. Al Principe sembrava di essere in un sogno, mentre effettuava imbambolato le movenze del minuetto: ...
... il contatto della mano del giovane, gli trasmetteva come degli impulsi di una forza sconosciuta attraverso il braccio. Si muoveva, ma senza sapere cosa stesse facendo. Ogni tanto si voltava a guardarlo e si perdeva nei suoi occhi azzurri; ogni tanto si voltava a sorridergli e si perdeva nella dolcezza del suo sorriso. Al minuetto seguì una gavotta e poi una corrente e un’allemanda, e ad ogni passo di danza, il cuore del Principe si perdeva. Finalmente, la stanchezza ebbe il sopravvento e, dopo essersi rinfrancati con un calice di fresco champagne, il Principe lo prese per mano e si appartarono in uno dei salottini. “Chi sei, divina creatura?”, fece il Principe abbracciandolo, dopo aver chiuso la porta. “Cosa importa chi sono, Vostra Grazia… sono solo un’anima innamorata.”, rispose Cenerentolo ricambiando l’abbraccio ed offrendosi ai suoi baci. Abituato com’era a ben diversi trattamenti, il ragazzo si abbandonava estasiato a quella passione, incapace di credere che così dolci potessero essere i baci, così frementi e appassionate le carezze. Se le mani dei fratellastri sul suo corpo erano state brutali, quasi uno stupro ogni volta che lo toccavano, queste del Principe erano calde e appassionate, smaniose di conoscerlo, di dargli piacere. In breve in Principe lo aveva spinto verso un divano, gli aveva slacciato la braghetta, gli aveva cavato fuori il turgido birillo e ne aveva raccolto con la lingua il limpido miele. “Divina creatura…”, sospirò dopo averglielo ...