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Cenerentolo - 2
Data: 06/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
Tutto il giorno era stato un caos di richieste, ordini, insulti, un corricorri confuso e forsennato; poi, finalmente, i due giovani aspiranti Favorito lustrati e ingioiellati, erano saliti su una carrozza a noleggio, accompagnati dal premuroso genitore, per andare incontro al loro destino. Finito il fracasso, il povero Cenerentolo si era seduto su una sediola accanto all’uscio del giardino, a godersi la pace dell’ultimo sole pomeridiano. Era perso nei suoi pensieri, immerso in cupe riflessioni sulla sua miseria, in vani sogni di fuga e di riscatto. Cri, cri cri… Era talmente perso nelle sue cupe meditazioni, che non sentì il frinire del grillo accanto al suo orecchio. Cri, cri, cri… Neanche stavolta Cenerentolo si riscosse dall’esame delle sue tristi condizioni. CRA, CRA, CRA… L’assordante richiamo di una cornacchia, attirò stavolta la sua attenzione. “Era ora che ti svegliassi!”, disse la cornacchia, saltando giù dal ramo di un pero e trasformandosi all’istante in un bellissimo giovane. “Chi sei?”, fece Cenerentolo, alzandosi di scatto. “Tranquillo, non ti faccio niente. – rispose quello – Sono il fatino Gelsomino.” “Il fatino Gelsomino? – si stupì il ragazzo – E da quand’in qua esistono i fatini?” “Hai ragione, - fece l’altro – un tempo non esistevano e infatti io ero una fatina, ma poi mi sono stufato delle mie colleghe tutte lesbiche, che mi facevano sentire una deficiente perché avevo gusti diversi dai loro; così ho cambiato sesso, e adesso ...
... nessuno ha niente da ridire se mi piacciono i ragazzi. Senti, Giannino, io ero con tua madre, quando la poveretta è dipartita e le ho promesso che mi sarei presa cura di te…” “Ce ne hai messo di tempo!...”, esclamò amaramente Cenerentolo. “Hai ragione, perdonami, ma non immagini che casino cambiare sesso: prima dell’operazione, una montagna di carte da firmare! Dopo l’operazione, un’altra montagna di carte da firmare! E poi il guardaroba da rifare, il giudice che deve sentenziare, lo psicologo che deve psicologare, perché finché non lo dicono loro, sei sempre quello di prima… e insomma, ho avuto un sacco di cose da fare. Ma adesso eccomi quei, tesoro. Accidenti, che sporco che sei e quanto puzzi! Abiti in un porcile, per caso?” A quelle parole, Cenerentolo si accasciò sulla sediola e riprese a piangere. “Ehi… - fece il fatino, abbracciandolo, incurante di sporcarsi i suoi begli abiti firmati – Cosa ti succede? Raccontami, dai.” “Ma vattene, - disse Cenerentolo sconsolato – cosa vuoi capirne tu.” “Mettimi alla prova.”, esclamò il fatino, abbracciandolo ancora più forte e dandogli un bacio sulla guancia. Toccato da quelle parole e da quel gesto amorevole, Cenerentolo aprì il suo cuore e lo svuotò di tutta l’amarezza, di tutti i dolori, di tutte le umiliazioni di quegli anni. “Che bastardi! – commentò il fatino, quando l’altro ebbe finito – ma gliela faremo pagare noi, non preoccuparti. Neanche al ballo hanno voluto portarti… Senti - e si volse a ...