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Storia di pianerottolo
Data: 27/03/2022, Categorie: Etero Autore: edipo46, Fonte: Annunci69
... testa?' Per fortuna, a quell'ora, nelle scale non c'era anima viva. Perciò continuai imperterrito a tenerla bloccata in ginocchio sulle scale, con il cazzo che premeva imperiosamente contro il suo culo e la mano che ormai aveva preso possesso della sua fica e la sgrillettava freneticamente. Andammo avanti così per tre-quattro minuti, poi, tra gemiti e urletti appena trattenuti, la signora si abbandonò ad un orgasmo lungo e squassante, agitandosi come in preda ad un attacco di epilessia e rilasciandomi tra le dita un abbondante effluvio di succo vaginale. 'Aaaahhhh '.. mamma che spremuta '.. mmmmm '' sei un diavolo!', esclamò quasi delirando, mentre si accasciava lì sulle scale. Naturalmente avevo il cazzo che stava lì lì per scoppiare; approfittai del suo stato di deliquio, le tirai giù le mutandine e lo infilai direttamente nella fica sbrodolante. Poi, afferrandola per le tettone, la stantuffai con forza per mezzo minuto e le schizzai tra le pareti calde della fica, grugnendo come un maiale per il piacere e mescolando il mio sperma ai suoi umori. Confusa com'era, mi lasciò fare senza opporre resistenza e restò ancora un po' in quella posizione per consentirmi di rilassarmi per un momento, di allentare la morsa e di risistemarmi i pantaloni. Poi si girò, si rialzò in piedi, con rivoli di sborra che ancora le colavano lungo le cosce, mi guardò con occhi avvelenati e mi assestò in faccia un sonoro ceffone: 'Porco!.... Vergognati!', mi sibilò e rientrò ...
... frettolosamente in casa. Non credevo ancora a quello che mi era capitato. Non mi sembrava vera la sfacciata arditezza che avevo avuto, era incredibile la facilità con cui ero riuscito a far sborrare la vedova ed a scoparmela, sia pure piuttosto sbrigativamente. Non poteva finire così. Nei giorni successivi mi misi più volte in attesa nelle scale negli orari più propizi confidando nella buona sorte. E fortuna volle che, appunto tre giorni dopo, la sorprendessi mentre rientrava a casa verso mezzogiorno con le buste della spesa. Io sostavo sul suo pianerottolo, lei stava salendo le scale. Appena mi vide a distanza ebbe un tremito e si bloccò interdetta. Le sorrisi e le feci segno di continuare a salire. Quando mi arrivò vicino, si guardò intorno per vedere se c'erano presenze importune, poi mi disse guardandomi torva negli occhi: 'Cosa vuoi ancora? ' non ti è bastato lo schifo dell'altro giorno?' Le risposi sghignazzando: 'Mah, per la verità non mi siete sembrata schifata '. Io però volevo scusarmi per aver ceduto alla tentazione ' ' Era curioso quel rispettoso 'voi' che le riservavo mentre continuavo nella mia ribalderia. 'Hai la faccia tosta di venire ancora ad importunarmi?', ribattè lei polemicamente. 'Vi volevo solo ringraziare ' è stato molto bello, no?', le dissi con un sorriso accattivante, cingendole la vita e attirandola a me. Cercò di divincolarsi ma, impedita com'era dalle buste che reggeva nelle due mani, non potè impedirmi di stringerla ancor di più, di ...