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Storia di pianerottolo
Data: 27/03/2022, Categorie: Etero Autore: edipo46, Fonte: Annunci69
La cosa mi è capitata il mese di settembre dell’anno scorso. Il bel tempo allungava ancora un po' il clima delle vacanze, ma l'imminenza della sessione autunnale degli esami universitari mi richiamava al dovere. Per cui, nonostante mi rompesse non poco tornare a casa a preparare l'esame di scienze delle finanze (tostissimo!), nel pieno della canicola ho lasciato i perdigiorno dei miei amici al bar e mi sono ritirato. Il caso ha voluto che, proprio sulle scale del mio palazzo, mi sono trovato davanti il culo maestoso della vedova che abita al mio stesso piano, la signora Aurora, una bella donna di una cinquantina d'anni, sempre vestita di nero, con tre figli ormai grandi, l'ultimo dei quali mio coetaneo e studente come me. L'avevo vista tante volte, qualche volta si intratteneva sul pianerottolo con mia madre, ma non avevo mai avuto occasione di averla lì tanto vicina. Lei saliva davanti a me con quel bel mappamondo ondeggiante e, rampa dopo rampa, seguivo l'arrapante saliscendi delle sue chiappe sbirciando sul davanti il rimbalzo vistoso delle sue tettone. Uno spettacolo mozzafiato che mi trasmetteva un formicolìo alle mani, tanto più che, per il caldo ed il sudore, il suo vestitino leggero si attaccava alla pelle e metteva in bella mostra i contorni delle sue forme voluminose, lo spacco centrale e le pieghe inferiori delle sue natiche. Avevo la tentazione fortissima di allungarle una bella manata, ma arrivammo molto presto al suo pianerottolo, la signora si voltò ...
... appena a salutarmi e scomparve dietro la porta di casa. E a me non restò di scaricare l'eccitazione repressa in un bel segone in bagno. Ma era destino che la dovessi incrociare di nuovo. Appena un paio di giorni dopo, verso le 10 di mattina, me la ritrovai davanti a me nelle scale inchinata a 90 gradi mentre lavava la scalinata davanti alla sua porta. Piegata com'era, con le gambe e le mani che si muovevano sincronicamente, la gonna nera si era alzata abbastanza ed io, che venivo dal basso, potevo vederle le cosce sino quasi al bordo delle mutandine. Salii fino a impattare col suo culone in movimento e, con un movimento istintivo, le cinsi la vita da dietro e schiacciai la mia patta già ingrossata contro le sue chiappe. La signora si bloccò sorpresa, girò appena il viso verso di me e mi fulminò con gli occhi: 'Ma che fai, cretino!?... sei impazzito? '. Giù quelle mani! ' Guarda che lo dico a tua madre!' Ma, non so con quanta incoscienza, non mollai, continuai a tenerla avvinghiata così, anzi aumentai la pressione del mio bacino contro il suo didietro. 'Ma ' ma cosa vuoi fare? '.', riprese a protestare, 'lasciami, screanzato!' Non le diedi ascolto, cominciai a frugare con la mano destra sotto la gonna, intrufolai due-tre dita sotto la mutandina e le spinsi sin dentro la sua ficona pelosa, cominciando subito a titillarle il clito e a tormentarle le labbra interne. 'Ma che fai, disgraziato?', si lamentava la donna ansando e gemendo, 'dio mio '. ma sei uscito di ...