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Che bella l’automobile – 2. l’esame di guida
Data: 26/03/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69
... che aspetti? Non vuoi più il cazzo di zio?”. Ma come potevo non volerne più? Così mi sistemai subito in posizione e, per dimostrargli che non volevo sconti, mi sono lasciato cadere sopra piantandomelo di botto dentro. “Aaahhh”. Il mio gemito si confuse col suo grugnito di approvazione. Mi rialzai leggermente per lasciargli spazio e permettergli di fottermi con forza dal basso. L’immagine di noi due che scopavamo con passione non poteva non aumentare l’eccitazione di Tommaso che prima mi prese la testa per pomparmi in gola il suo randellone paonazzo ma poi ebbe un’idea. “E’ ora che questa troia sia ancora più troia. Dobbiamo farle la fregna più slabbrata del mondo”. Mi spinse la schiena per farmi abbassare sul torace peloso del mio sverginatore. Avevo capito quello che stava per fare ed ebbi paura. Guardai Attilio per vedere se lui si opponeva all’idea ma vidi nei suoi occhi solo lussuria ferina e mi sono lasciato prendere anch’io dalla voglia di provare ancora una cosa nuova. Per distrarmi, nell’attesa di quello che avrei subito, mi sono attaccato a succhiare uno dei capezzoli eccitati che avevo davanti, sommerso dal pelo. L’altro cazzo non tardò ad accoppiarsi a quello che mi stava già scopando e, quando quello fu parzialmente fuori, rientrò con lui stracciandomi l’ano. Si poté sentire distintamente il muscolo che si rompeva. Gridai ma mi fu messa immediatamente una mano sulla bocca. Piagnucolavo, scalciavo e mi divincolavo quasi a voler sfuggire, ma con ...
... poca convinzione, al mio destino ormai realizzato. Il mio corpo appariva ancora più piccolo ed indifeso tra quei due grossi animali scatenati. Fu una doppia inculata bestiale che durò almeno dieci minuti di pura ferocia. Ma io, dopo poco, ero lì che sbavavo di piacere mentre due grosse minchie mi sfondavano senza coordinamento, ora assieme ed ora alternativamente. Attilio mi prese la testa per fissarmi con gli occhi velati dalla goduria, inarcò il torace e “Sborro, sborro, sborroooo”, la testa all’indietro, la bocca aperta, la lingua di fuori, la bava che colava, mentre il suo cazzo non finiva mai di schizzarmi nelle budella. Tommaso mi mise un braccio intorno alla gola che quasi mi strozzava e continuò ancora per un po’ a scoparmi sciacquando nella broda di cui ero pieno, fino a che anche lui si arrese. “Prendi anche questa, lurida troia sfondata”. Piantato in fondo, mi sparava dentro la sua crema che si mescolava all’altra. Potevo sentire le sue palle contrarsi contro le mie ad ogni bordata. Ogni tanto dava un’altra spinta veloce fino a lasciarsi andare ansimando. Ero venuto anche io imbrattando il pelo della pancia di Attilio ed ero in paradiso. La mente vuota mentre avevo l’impressione che la sborra mi uscisse dalla bocca, da quanto ne ero pieno. Si staccarono da me e si sdraiarono l’uno accanto all’altro. Io mi detti da fare a ripulire loro gli uccelli, accovacciato tra le loro belle gambe pelose. Leccai via anche il mio sperma dal corpo del mio maestro ...