1. Una storia 3


    Data: 26/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Anonimonap, Fonte: Annunci69

    ... non mai.”
    
    Diligentemente gli misi a posto il cazzo nelle mutandine e nei pantaloni, sentivo che dovevo farlo, non dovevo aspettare che me lo chiedesse e lo feci.
    
    “Andrea, che fai, non lo ringrazi?” Mi disse mio fratello.
    
    “Scusami Adolfo – dissi all’amico di Marco – grazie per avermi dato il tuo seme.”
    
    “Te ne darò ancora, tante volte.” Disse Adolfo.
    
    “Grazie!” Dissi ancora, mentre stavamo quasi per arrivare.
    
    Ci fermammo nei pressi del chiosco dei gelati vicino al laghetto. Scendemmo dalla macchina e ci avvicinammo.
    
    C’erano un paio i uomini sulla cinquantina che parlavano di sport e il titolare del chiosco che di tanto in tanto diceva la sua parola sull’argomento.
    
    Appena vide Adolfo lo salutò con gran calore, così come salutò Marco con lo stesso affetto.
    
    Adolfo e mio fratello si misero a parlare col titolare mentre lui preparava i gelati che poi ci porse. Dovevano conoscersi molto bene perché dai discorsi che facevano c’era molta intimità.
    
    Ad un certo punto Adolfo chiese a Marco:
    
    “Che dici, lo facciamo provare anche a lui?”
    
    “Se ne ha voglia perché no.” Rispose mio fratello guardando il gestore.
    
    Così Adolfo, all’improvviso chiese a quell’uomo:
    
    “Ma tu sei sempre arrapato?”
    
    “Sempre di più – rispose senza esitazioni – perché me lo chiedi?”
    
    “Perché se vuoi possiamo offrirti qualcosa per sfogarti e svuotarti le palle.”
    
    “Sarebbe bello – riprese l’uomo – ma tu conosci i miei gusti, e poi quando e dove?”
    
    “Qui ora – risposa ...
    ... Adolfo – senza problemi, questo giovanotto sarebbe felice di accontentarti come vuoi.” Terminò poggiandomi una mano sulla spalla.
    
    Rimasi a bocca aperta per la sorpresa. Avrei voluto sparire, non avrei mai pensato che Adolfo avesse potuto dire quelle parole.
    
    “Dici davvero? – chiese il gestore – Sarebbe bello, ho davvero una voglia incredibile.”
    
    “Allora approfittane, se puoi lasciare il bancone per qualche minuto questa puttanella è tutta tua.”
    
    “Non mi faccio certo pregare – poi, rivolgendosi a me – vieni dietro il chiosco, c’è uno stanzino, la porta è aperta, entra e ti raggiungo.”
    
    Rimasi interdetto per qualche secondo, poi, con una pacca sulle natiche mio fratello mi disse:
    
    “Vai, che aspetti? Fallo divertire.”
    
    Così, un po’ titubante, andai dietro il chiosco dove trovai la porta, la aprii e entrai in uno stanzino in penombra con un divanetto piccolo, una scrivania e un portatile appoggiato su.
    
    Pochi secondi dopo entrò quell’uomo, mi guardò toccandosi tra le gambe e mi disse:
    
    “Ti va di farmi prima un pompino?”
    
    Lo guardai stupito anche della sua schiettezza e sfacciataggine, ma riuscii solo a pronunciare uno stentato “s … s … sì”
    
    Si sedette sul divanetto con le gambe aperte e mi fece cenno di avvicinarmi. Mi inginocchiai ai suoi piedi e iniziai a sbottonargli i pantaloni.
    
    Già sentivo quel profumo di sesso che mi piaceva tanto e iniziai anche ad eccitarmi, così liberai il sesso dell’uomo che svettò davanti al mio viso in tutta la sua potenza e ...