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Una storia 3
Data: 26/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Anonimonap, Fonte: Annunci69
Ho ricevuto con piacere moltissimi messaggi e spero di riceverne ancora. Molti consigli, diversi complimenti e anche qualche critica. Accolgo anche queste ultime con piacere perché servono a migliorarsi e a dare sempre il meglio di sé. Quello che ho scritto in questo racconto è abbastanza simile alla realtà, ho cercato di avvicinarmi molto a quello che successe in quel periodo cercando di essere il meno prolisso possibile. Avrei voluto e, forse, dovuto parlare un po’ di più delle sensazioni, descrivere con più particolari gli avvenimenti, ma avevo paura che poi il racconto diventasse troppo lungo e noioso. Comunque cercherò di seguire i vostri consigli accettando anche le critiche. C’è da considerare che sono passati moltissimi anni dagli episodi di cui parlo, i ricordi sono ancora molto vaghi. Dopo un po’ di anni ho trovato la mia natura di uomo anche se oggi, a distanza di molti anni, penso a quei momenti con un po’ di nostalgia. L’amico I giorni che seguirono furono un susseguirsi di momenti intensi e momenti di serenità, quasi come se non fosse mai successo nulla. Qualche volta, all’improvviso, mio fratello mi diceva “Fammi un pompino” oppure “Vieni che ho voglia di incularti” e io andavo da lui e facevo tutto quello che mi chiedeva. Spesso, anzi quasi sempre, preferiva venirmi in bocca, anche se me lo metteva in culo, e, ovviamente, dovevo ingoiare. Così, un giorno dopo l’altro, arrivammo a quel sabato. Il pomeriggio mio fratello si preparò per ...
... uscire come suo solito. Sapevo benissimo che usciva con il suo migliore amico e che poi sarebbero andati chissà dove per poi rientrare molto tardi la notte. Si era appena preparato quando squillò il citofono. Andò lui a rispondere e lo sentii parlare col suo amico. “Ciao, sì sono pronto, scendo subito … come? … sì, è a casa … sì, te l’ho detto che con la bocca … sì, anche col … va bene, glielo dico.” Mise a posto il citofono e mi chiamò. Mi disse che sarebbero andati a prendere un gelato in periferia, in un bar che faceva degli ottimi gelati. Insomma pensavano a una passeggiata e poi a vedere un bel film in una multisala. Non mi aveva mai invitato ad uscire con loro, anche perché ho tre anni meno di mio fratello e forse cinque meno di Adolfo. Per loro potevo essere solo un impiccio. Comunque mi sentii contento di quell’invito e accettai. Mi preparai in tutta fretta e uscii con lui. Arrivammo alla macchina di Adolfo che mi invitò a sedermi davanti al suo fianco, mio fratello si sarebbe seduto dietro. La cosa mi sembrò strana perché in genere mi facevano sedere sempre dietro, comunque non ci feci caso più di tanto. Prendemmo la tangenziale per uscire dalla città e recarci in quel borghetto vicino al mare per il gelato. “Ho saputo che con Marco vi siete divertiti in questa settimana.” Mi fece all’improvviso Adolfo. Lo guardai un po’ tra l’incuriosito e l’imbarazzato. Possibile che Marco, mio fratello, gli avesse detto quello che facevamo? Mi sentii ...