1. 017 koba. il russo


    Data: 19/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    ... alla guida dell’auto.
    
    Ma io non amo i silenzi.
    
    Tra le mie qualità c'è quella di penetrare l'anima degli uomini con una innata curiosità.
    
    Nel superare Bergamo e poi Brescia, Koba rispose ad ogni mia domanda, mentre quel pacco racchiuso tra le cosce, mi dava alla testa.
    
    Koba era un caucasico puro. Era stato in Afganistan con l'esercito sovietico, ma dopo la guerra civile era diventato un collaboratore di stato. Non mi specificò altro.
    
    Sfrecciammo fin oltre Verona, e poi Padova, fino a Venezia, dove ci fermammo all'autogrill ove mi commossi guardandolo dallo specchio mentre pisciava virile contro gli orinali.
    
    Poi un panino. Lui guardava lontano.
    
    Nei silenzi, io mi affacciavo nei suoi occhi a sbirciare il cupo profondo dei suoi abissi.
    
    A Trieste aveva prenotato una camera per due e quando vi entrammo il mio cuore mi esplose nel petto quando constatai che contro la parete campeggiava un talamo nuziale.
    
    No. Non sarebbe stato possibile. Non era vero. Quell'uomo non avrebbe potuto unirsi con un ragazzo. Non con me.
    
    Mentr'egli se ne stava in doccia io accostai alla finestra, ed aprii i battenti. Vidi i tetti e le cupole di una città singolare. L'aria soffiava dolce, e udii la voce dei gabbiani nonostante fosse già sera.
    
    Sentii una profonda pace nel cuore, e lacrimai di una malinconia dolcissima come il miele.
    
    Ero leggero, vivevo il presente, e se anche quell'uomo non mi avesse toccato quella notte, io sarei stato felice lo stesso.
    
    Forse al ...
    ... mondo c'erano davvero degli uomini buoni.
    
    "Hey, ti prenderai un raffreddore" mi disse l'uomo, e io mi voltai vedendolo in accappatoio. Aveva levato via la barba e quel volto mostrava parimenti una forza virile cui la barba non era che un inutile orpello.
    
    Era bello, pulito in volto, candido come i meli in fiore.
    
    Abbassai lo sguardo, e chiesi il permesso di lavarmi anch'io.
    
    Entrai in bagno, chiusi la porta e ansimai.
    
    Cercai avidamente in ogni angolo un suo indumento per annusare la sua sostanza.
    
    Ma Koba aveva una innata disciplina. Aveva riposto già via i suoi abiti ripulendo persino con cura il piatto doccia.
    
    Poi, fu l'ora di andare.
    
    A cena mi portò in un ristorante sulle alture da cui si poteva osservare con nitidezza un paesaggio da mozzare il fiato. Sotto di noi Trieste, col suo lungo e luminoso abbraccio al mare, e lo sguardo poteva posarsi fino a Grado.
    
    A cena, succhiando ostriche e aragoste, mi feci coraggio.
    
    - Quale la tua missione a mio riguardo?
    
    - …..
    
    - Ok, ok, non vuoi rispondermi.
    
    - …….
    
    - Allora dimmi che ci fai qui, in Italia. Voglio sapere tutto di te, cosa fai qui in Italia?
    
    - Defloro. Si dice così?
    
    - Deflori?
    
    - Defloro vergini donnine, e giovinetti.
    
    - Cosa? Daiii. Che scemo.
    
    - Lo faccio perché me lo chiedono.
    
    - Ch’… Chi scusa, chi te lo chiede?
    
    - Mezzane.
    
    - Mezzane?
    
    - Rompo i giocattoli e poi li porto da loro, nei bordelli.
    
    - Nei bordelli? Oddio che storia assurda, ma dove?
    
    - Dipende. Nei ...
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