1. 017 koba. il russo


    Data: 19/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    ... conoscermi.
    
    Impartì a Knifo di farmi lavare bene dalla gente del campo.
    
    “Puzza” gli disse.
    
    Mi disse poi che mi avrebbe atteso alla porta nord del campo, un’ora più tardi. Puntuale.
    
    Allora Knifo mi portò fuori dal camper è radunò tre donne che mi portarono nel vespasiano municipale situato sul limitare settentrionale del campo.
    
    Fu aperta una lancia d'acqua e la pressione fu tale che fui travolto dal getto. Rotolavo tra le pareti mentre schizzavano ovunque gli avanzi di cesso di ogni genere. Mi versarono un flacone di detersivo per piatti e presero a strofinarmi la pelle con spazzole da scarpa, spazzole di saggina, spazzole mostruose fatte di dure setole di nylon.
    
    Urlavo per il doloroso desquamarmi.
    
    Le tre donne si cimentarono con zelante sadismo.
    
    Indegnamente mi furono ben spalancati i glutei ed un getto d'acqua implacabile mi ripulì le viscere.
    
    Poi la lancia passò a schiantarmi acqua sul tutto corpo e sulla faccia da sentirmi annegare.
    
    Accorsero altre due donne. Parlavano tra loro ridendo e con idioma sconosciuto. Mi asciugarono sotto un salice con puliti asciugamani di spugna, e mi vergognai di fronte a loro per il ritrarsi oltre misura del mio genitale.
    
    Una ragazza dall’aria selvatica e gentile, ci raggiunse poco dopo, e mi porse sulle ginocchia delle mutande pulite, calzini di cotone, un paio di scarpe nuove ed un abito nuovo marca OVS, “comperato” in qualche store del centro.
    
    Mentre le donne mi pettinavano con cura, la ragazza mi aiutò ...
    ... ad indossare una camicia di lino bianco.
    
    Mi sentii come posso dire. Forse per la prima volta mi sentii bello.
    
    Un ora dopo ero alla porta del campo.
    
    Koba ed il nano mi stavano aspettando.
    
    Il russo estrasse dal bagagliaio una grossa valigia nera che apri per rendere a Knifo una cospicua somma in banconote.
    
    Io non avevo mai visto così tanti soldi.
    
    Il nano non mi guardò. Mise il danaro in due grosse buste di plastica, e si instradò per il campo seguito dalle donne.
    
    "Non stare impalato, monta in macchina", disse Koba.
    
    Non esitai un attimo. Lasciavo per sempre il campo dove ero stato bene e mi accingevo ad una avventura che avrebbe spaventato in molti.
    
    Da tempo ormai avevo smesso di aver paura.
    
    Era l’età dell’incoscienza, dell’amore, e del coraggio.
    
    Entrai in macchina. Mi disse di mettere la cintura. La sua macchina sapeva di pulito.
    
    Partimmo.
    
    Lasciammo Milano in direzione est.
    
    L'estate volgeva al termine e tutto si copriva d'azzurro. La città tentacolare sfrecciava ai lati della strada con milioni di finestre ancora accese. La strada andava. Io andavo per la strada. Andavo nel mio futuro, senza paura, con un amore per l’avventura. La strada andava per la sua strada, mai turbata dall’intercalare delle sopraelevate vertiginose, mai offesa dallo scavallare delle ferrovie. Si andava dritti, indifferenti al dispiegarsi di radiali e la campagna aperta e pulita ci abbracciava timida fra le industrie.
    
    Stetti in silenzio a lungo osservando Koba ...
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