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La caccia
Data: 19/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69
... piedi volteggiavano in alto sopra di loro. Quell’animale lo sgroppava senza più remore e la preda gemeva e frignava di piacere sotto di lui. L’idea di avere dentro di sé il cazzo dell’uomo tanto desiderato lo fecero presto cedere e venne sulla sua pancia, senza toccarsi e dal cazzetto rimasto moscio. “Sei proprio una vera troia. Alle vere troie il cazzo non si rizza ma godono a farsi sbattere, proprio come succede alle femmine in calore”. Dopo almeno quindici minuti di quel trattamento, glielo tirò fuori di colpo. Il corpicino fu preso dalle convulsioni, il buchino boccheggiava. “No, no, ancora, ancora, la prego”. “Vuoi ancora cazzo? Non ti basta quello che ti ho dato? Lo vuoi ancora, puttana?” “Si, ancora, ancora”. “Certo che te ne do ancora, ma cambiamo posizione. Mettiti a quattro zampe”. Ma fu lui stesso a girarlo come un fuscello, ad alzargli il culetto all’altezza giusta ed a ficcargli di nuovo dentro il cazzo turgido fino in fondo. “Aaahhh”. Le braccia cedettero e la testa del giovane si appoggiò sulla tavola, sbavandoci sopra. Gli occhi chiusi, il cervello in paradiso. Le spinte si fecero sempre più devastanti. Del tenero buchino non rimaneva già più nulla. Ora era una voragine profanata adattata alla grandezza di quella mazza spietata. “Cazzo, che buco fantastico! Ora sei il mio buco svuotapalle, sei mio, piccolo frocetto”. Il giovane cedette completamente e si lasciò scivolare lungo sul tavolo, con tutto il peso del corpo ...
... dell’uomo che lo stava sventrando. Ne sentiva il folto pelo sulla schiena, la grossa minchia che lo riempiva e lo svuotava in rapida successione. Si sentiva spaccato e ne godeva. Ebbene si, godeva della sofferenza che gli veniva inflitta. Era indescrivibile quello che provava. Era solo una sensazione perché il suo cervello non aveva più alcuna funzione. Il centro del piacere era solo quella minchia poderosa di lui. “Cazzo, cazzo, puttana” gli sospirava all’orecchio mentre glielo leccava. Aspirava tra i denti, continuando a schiantarglielo dentro. “Non ce la faccio più a trattenermi. Sto per esploderti in pancia, mia piccola cagnetta. Reggiti forte, perché potrebbe schizzarti fuori dalla bocca. Sento che sarà più di quella che hai ingoiato prima. Eccola, eccola…” Una serie di colpi secchi e “Wawww. Arggghhh”. Un lungo rantolo accompagnò un’ondata di sborra senza fine che gli allagò la pancia. Sembrerà strano, ma gli sembrò di sentirne effettivamente in bocca il sapore. L’uomo si lasciò andare con tutto il suo peso sopra il ragazzo e rimasero così per qualche minuto, fermi, a riprendere fiato ed a far tornare i cuori al ritmo giusto. “Non avevo mai sverginato prima un ragazzo e questa è stata la più grande scopata della mia vita. Te lo assicuro. Indimenticabile”. “Anche per me”. Si guardarono e risero. Non poteva certo dimenticare il suo sverginamento. “Quest’anno verrai a caccia con me tutti i giorni e l’unica preda che catturerò sarai tu, mia piccola ...