1. La caccia


    Data: 19/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69

    ... ai loro gemiti. Dopo alcuni minuti di puro piacere l’uomo sottrasse il suo pisellone al succhiacazzi affamato.
    
    “Ti avverto, se continui così sarò costretto a venirti in bocca. La prima sborrata è sempre la più abbondante e tu dovrai ingoiarla tutta, senza sprecarne niente. Quindi se non vuoi, se ti fa schifo, lascia stare”.
    
    Per tutta risposta, il ragazzino riprese a spompinarlo di gusto, felice di soddisfare il suo padrone. Fu inevitabile. Dopo neanche cinque minuti l’uomo, tremando, gli bloccò la testa, gliela scopò con ferocia fermandosi quando aveva la sola cappella dentro, ed esplose”.
    
    “Aaahhhggg, ooohhh. Bevi cagna. Bevi tuttooo”.
    
    Nemmeno il tempo di ingoiare il primo spruzzo, che glielo riaffondò dentro, lo ritirò indientro ed ecco il secondo, il terzo. Ancora in fondo e indientro e altro spuzzo. Alberto dovette sbrigarsi a mandare giù per non perderne niente. Fino alla fine, fino a leccargli l’ultima goccia che fuoriusciva dal taglietto. Non era stato a contare gli spruzzi, sapeva solo che aveva bevuta una quantità enorme di quella crema pastosa. Ora, finalmente, poteva pensare a gustarne il sapore che aveva in bocca. Non gli fece schifo, anzi gli piacque subito molto.
    
    Il maschio, temporaneamente spompato, lo strinse a sé schiacciandogli la testa sul suo inguine, accanto al membro tutt’altro che moscio. Era rimasto barzotto, lucido di saliva e di sperma. Dal profumo inebriante per il ragazzo. Gli passò una mano tra i fulvi capelli.
    
    “Sei un bravo ...
    ... ragazzo. Attento, potrei innamorarmi di te”, disse in tono scherzoso.
    
    “Io sono sicuro di essere innamorato di lei”, gli rispose Alberto.
    
    “Sono cose che si dicono solo perché sono stato il primo. Vedrai che ne conoscerai altri e ti innamorerai ancora”.
    
    “Sono certo di quello che ho detto”.
    
    Si rialzò e l’uomo si chinò a baciargli la fronte. Capì che il giovane avrebbe desiderato altro.
    
    “Scusami, ma non posso baciarti in bocca. Hai ancora il sapore della mia sborra. Come uomo non amo quel sapore”.
    
    Il ragazzo comprese ed annuì. In fin dei conti, il suo era un vero uomo. Gli prese l’uccello in mano e cominciò ad andare su e giù.
    
    “Bravo, fallo tornare duro perché dobbiamo ancora fare la cosa più importante. Devo sverginarti il culetto”.
    
    Al solo pensiero, il giovane ebbe un fremito che si concentrò sul suo buchino, ben cosciente di cosa avrebbe subìto. Si accosciò di nuovo a prenderlo in bocca, continuando a masturbarlo con la mano, benché questa non riuscisse ad afferrarlo tutto per la sua larghezza. Si rese conto che quel coso enorme gli sarebbe entrato dentro e, anziché averne paura, lo desiderò più di ogni altra cosa. Da sempre sognava il momento di appartenere a quell’uomo, ed il sogno si stava per avverare. Non ci volle molto, e la mazza tornò a svettare forse più di prima, pronta all’uso.
    
    “Vieni”.
    
    L’uomo lo prese da sotto le ascelle e lo sollevò fino al tavolo, spingendolo per il petto a sdraiarvisi sopra. Gli alzò le gambe.
    
    “Tienile alzate” ed ...
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