1. La caccia


    Data: 19/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69

    ... Voglio essere io a prenderti la verginità. Voglio aprirti ed entrare dentro di te. Voglio fotterti, sfondarti…” Si fermò. Si era fatto prendere la mano. Forse aveva esagerato e la preda gli sarebbe sfuggita. Forse…
    
    “Si signor Fauno. Anche io voglio darle il mio corpo. L’ho sempre sognato anche io. Voglio il suo cazzo dentro di me. Voglio che goda dentro di me, che mi riempia di sperma. Il suo sperma… Oddio”. Il buchino gli boccheggiò di desiderio.
    
    L’uomo era al settimo cielo. “Laggiù c’è un capanno. Andiamo lì. Seguimi”.
    
    Entrati, il cacciatore sprangò l’ingresso, si voltò e prese tra le braccia il tenero corpo che gli si offriva senza remore. Lo strinse e lo baciò, mentre una mano scendeva a palpargli una natica. Alberto quasi si sciolse sentendosi avvolto dai muscoli, dalle grandi mani, dal pelo, dall’odore di maschio che l’uomo trasmetteva.
    
    Fauno prese a spogliarlo velocemente. Lo lasciò fare, onorato di essere oggetto di tanto desiderio. Lo spogliò fino a lasciarlo completamente nudo. Le mani ruvide gli accarezzarono la pelle implume (a parte il pube ed un po' sulle gambe). L’uomo era incantato, indeciso tra restare ad ammirarlo o di saltargli addosso e farlo suo.
    
    “Sei bellissimo” e si massaggiò il pacco che stava per esplodere. Il ragazzo sostituì la mano con la sua. L’uomo si appoggiò al tavolo, mentre Alberto gli si accovacciava davanti, gli sganciava la cinta dei pantaloni, gli apriva i bottoni uno ad uno, guardandolo dal basso, gli appoggiava la faccia ...
    ... sulle bianche mutande leggermente bagnate di precum per respirare l’afrore intimo virile per la prima volta, inebriandolo e facendogli perdere la ragione.
    
    “Oh, signor Fauno. La desidero, desidero il suo cazzo, la prego mi dia il suo cazzo, la prego”.
    
    L’uomo si abbassò pantaloni e mutande assieme e la mazza dura colpì sulla guancia il ragazzo. Forte, se ne sentì lo schiocco. Pensava di avergli fatto male, ma il ragazzo, con naturalezza, aprì la bocca e ne prese dentro la grossa cappella. Alzò gli occhi a guardarlo e capì subito che doveva fare anche altro. Cominciò a rotearci intorno la lingua umida.
    
    “Ahhh. Bravo, si, così, bravo, così, così, continua. Ti piace il cazzo!? Ti piace proprio! Troia, sei una troia. Lo sai che sei una troia? Ahhh, che boccaaa”.
    
    Il ragazzo si staccò un attimo. “Si, mi sento troia. Vorrei essere la sua troia personale, signore. Me lo permette?”. L’uomo fece appena un cenno col capo che il giovane, felice del suo assenso, si gettò sul nerbo venoso ficcandoselo fino in gola, come un pompinaro provetto, strozzandosi da solo”.
    
    “Cazzo, cazzoo. Cha fame che hai!”.
    
    Lo sfilò subito lucido di saliva per riprendere fiato e lo riaffondò, cominciando a pomparlo senza tregua. Le manine si aggrappavano alle cosce nude, potenti e pelose del maschio, per il resto ancora tutto vestito, che gli affondò le dita tra i ricci e gli afferrò la testa per dargli il ritmo. Nella stanza aleggiava l’odore del cazzo e risuonava il rumore del risucchio, assieme ...
«1...345...8»