1. La caccia


    Data: 19/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69

    ... addosso, poi come si fa a capire di essere vicini ad una preda e non farla scappare via. Però, caro Ottavio, stavolta arrangiati da solo. Io devo acculturare il fanciullo e non voglio che mi stai vicino a criticare ogni cosa che faccio, come al solito, solo per farti credere più bravo di me”.
    
    “Cioè, vuoi dire che me ne devo andare con altri?”
    
    “Esatto”.
    
    “Ok ok, Come vuoi”.
    
    Arrivati al parcheggio sterrato assieme agli altri cacciatori, Ottavio si rivolse ad Alberto. “Allora, ragazzo, impara bene, ché vedrai che la caccia è bella” e sia allontanò verso un altro gruppo.
    
    Fauno indicò una direzione da prendere all’interno del bosco. “Andiamo da quella parte” e si avviò, seguito dal ragazzo.
    
    “Cerca di muoverti molto silenziosamente, perché gli animali hanno l’udito allenato per schivare i pericoli. Ecco, mettiamoci qui, dietro a questa siepe. Sento che presto vedremo passare un cinghiale, o una lepre. Accovacciamoci qui”.
    
    Alberto fece quello che gli veniva detto. Si piegò sulle gambe e rimase in attesa. La vicinanza con l’uomo lo stordiva. Sentiva chiaramente il caratteristico profumo del suo dopobarba. Pochi secondi e sentì la mano di Fauno che gli sfiorava il sedere. Rimase immobile, incredulo e dubbioso su come comportarsi. La mano si fece più insistente a palpargli una chiappa. Si girò verso di lui, che lo stava guardando fisso.
    
    “Alberto, non so come dirtelo ma non resisto più. E’ arrivato il momento di farlo. Non hai che da dirmi di no e… amici come ...
    ... prima. Alberto… ecco… Tu mi piaci. Sin dal primo momento che ti ho visto, quando eri molto più giovane, mi hai sconvolto. Tante volte, scopando mia moglie, immaginavo di farlo con te. Tante volte mi sono segato pensando a te. Mi sono sentito in colpa perché non mi sento affatto un pedofilo e non lo sono. Ora sei grande e non posso più tacere. Mi piaci, Alberto, non sai quanto”.
    
    Il ragazzo rimase di sasso. Aveva sentito bene? Quell’uomo, lo stesso che popolava le sue fantasie da adolescente, gli stava facendo una proposta di carattere sessuale. Era vero o stava sognando? Sgranò gli occhi, quei sui bei occhi che, in quel momento, apparivano ancora più luminosi ed affascinanti. Si protese e, per tutta risposta, dette un rapido bacio sulle labbra dell’uomo. Si guardarono. Anche il suo desiderio era chiaro. Fauno lo prese per la nuca con una mano, ne avvicinò la testa alla sua, le labbra sulle sue e gli infilò in bocca la lingua prepotentemente. Fu un bacio potente, appassionato, eloquente più di ogni parola. Il giovane perse l’equilibrio e si appoggiò alla coscia possente del maschio che lo strinse a sé. La piccola mano scivolò quasi involontariamente sull’inguine dell’uomo, che trovò così gonfio e duro che sembrava voler rompere il fustagno dei pantaloni. Si staccarono.
    
    “Oh Alberto, Alberto, ti voglio. Voglio farti mio. Ti prego, non dirmi di no”.
    
    Il viso del ragazzo si fece ancora più rosso. “Si, lo voglio anche io ma… non l’ho mai fatto… con nessuno”.
    
    “Lo farò io. ...
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