1. Tutto in una notte


    Data: 16/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... maligna.
    
    “Lasciami… chi sei, che vuoi?”, disse Niklas, cercando di sottrarsi a quella indesiderata attenzione.
    
    Ma l’altro era un energumeno grande e grosso, oltre che decisamente infoiato, per cui non durò fatica a immobilizzarlo con un braccio, mentre con la mano dell’altro gli frugava nel solco fra le chiappe alla ricerca del pertugio.
    
    Niklas non era uno sciocco, sapeva benissimo cosa lo aspettava, troppe volte lo aveva visto succedere agli altri giovani servi del castello, uomini o donne che fossero, e lui non aveva nessuna intenzione di sottostare a quella violenza.
    
    Si dibatté, mentre il dito dello stupratore, trovava l’accesso e tentava di forzare la stretta spasmodica dello sfintere.
    
    “Sta buono, stronzetto!”, brontolò l’uomo, dandogli una ceffonata sulle natiche.
    
    “Ahi! – gemette Niklas, dibattendosi con ancora più furia – Lasciami… lasciami…”
    
    Ma l’uomo era troppo forte per lui, sapeva che non ce l’avrebbe fatta, ciononostante, non poteva rinunciare a lottare. Continuò a divincolarsi… sia pure sempre più debolmente. Gridare non sarebbe servito a niente: a chi interessava lo stupro di un servo? L’uomo lo aveva ormai schiacciato sul bordo dell’abbeveratoio, piegato a metà, con la faccia quasi immersa nell’acqua; si stava cavando fuori l’uccello per prendersi la sua soddisfazione, quando:
    
    “Chi è là? - tuonò una voce poderosa – Che succede qui dietro?”
    
    Immediatamente, l’energumeno mollò la presa e si diede alla fuga. Niklas si accasciò a terra, ...
    ... ansimando.
    
    “Siete voi, mastro Kurt…”, balbettò, sollevando gli occhi e riconoscendo il soccorritore.
    
    “Niklas? – fece l’altro, aguzzando la vista – Che ci fai qui?”
    
    Si chinò e lo prese per un braccio aiutandolo ad alzarsi.
    
    Mastro Kurt era il fabbro, nonché maniscalco, del castello di Erdenburg: un omone massiccio, rosso di pelo, che sembrava Thor in persona, quando nella sua fucina batteva sull’incudine il ferro rovente con l’enorme martello. E per qualcuno, ancora segretamente legato agli antichi dèi, era effettivamente Lui rimasto sulla Terra a proteggere i suoi ultimi fedeli. Grande era pertanto l’alone di timore e reverenza che lo circondava.
    
    “Che ci fai qui? – ripeté l’uomo – E in queste condizioni…”
    
    “Stavo… stavo lavando…”, disse Niklas raccogliendo da terra le sue braghe tuttora impeciate di luridume fetido.
    
    “Per il corvo di Odino, che puzza! – fece mastro Kurt, storcendo il naso – Non ti sarai mica cagato sotto?”
    
    “Non ce l’ho fatta ad arrivare alle latrine…”, arrossì il ragazzo, quasi scoppiando a piangere per la vergogna.
    
    “Su, su, può succedere a tutti – disse bonariamente mastro Kurt - Vieni con me. Ho un calderone d’acqua bollente di là. Qui, oltretutto, rischi di avvelenare le povere bestie che verranno a bere domani.”
    
    Lo condusse nella sua fucina, un altro cavernoso, rischiarato dal fuoco perenne della forgia, accanto alla quale era collocata la grossa incudine, terrore di tutti i bambini. Nonostante avesse ormai vent’anni, Niklas non ...
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