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In vacanza da solo
Data: 26/01/2022, Categorie: Racconti 69, Racconti Erotici, Gay / Bisex Autore: Gabrihole, Fonte: RaccontiMilu
Quest anno avevo deciso di andare in vacanza al mare da solo, in moto, giusto una settimana per un po’ di relax e starmene un po’ per i fatti miei. Niente di particolare: sdraio, ombrellone, birra, un giornale, sole e qualche bagno, la sera a spasso a guardare fighe in qualche locale e, se fosse capitato perché no?! Qualche rimorchio e qualche scopata non mi sarebbero dispiaciuti affatto. Vicino al mio ombrellone c’era una coppia, Alberto e Marina, lei mia coetanea e lui di una decina d’anni in più entrambi molto carini, lei con un gran bel culo e due tette non troppo grosse ma sode, lui con degli addominali da fare invidia e sotto il costume un cazzo indubbiamente da urlo; una bella coppia insomma, di quelle che vedendole in costume a meno che non si sia santi o più semplicemente ipocriti, è impossibile negare che si proverebbe volentieri un trenino stando in mezzo. Si sa come va in spiaggia quando si è vicini di ombrellone, due parole, qualche battuta e si diventa amici. Si creò subito un bel feeling e fra un’abbronzatura e qualche bagno assieme si arrivò presto alla confidenza con frequenti battute spinte. Erano molto ospitali e più volte davanti ai loro inviti a noleggiare assieme il pedalò o al semplice fare un bagno avevo cercato di tirarmi indietro dicendo che non volevo essere il terzo incomodo nella coppia, ma loro insistevamo e io finivo sempre per accettare. Arrivò il giovedì mattina e Marina ricevette una telefonata dal lavoro, dovette tornare ...
... urgentemente a Milano per sbrigare alcune cose e sarebbe rimasta la fino all’indomani sera. Io e Alberto passammo la giornata come solito fra prendere il sole, qualche bagno e bere qualche birra, poi Alberto con la scusa che era solo mi invitò ad andare a mangiare una pizza assieme e passare la serata in qualche pub. Venne a prendermi davanti al campeggio in cui mi ero sistemato alle 20:00, salii sulla sua macchina e durante il tragitto lo chiamò Marina, la telefonata si aprì in vivavoce e lui subito le disse di essere in macchina con me, lei mi salutò, io ricambiai e lei mi disse: ‘mi raccomando’. ‘Stai tranquilla, te lo tengo a bada io, non lo porto a donne!’ ‘Non è per quello che mi raccomando’ rispose lei, ‘lui è un patito per il culo e io non glielo do, quindi stai attento perché secondo me ne ha talmente voglia che si farebbe anche te. Ti dico di stare attento ovviamente a meno che la cosa non interessi anche te, in tal caso divertitevi e non preoccuparti, io sono gelosa solo delle altre donne, lui lo sa’. Una risata imbarazzata fu la mia risposta, poi per mantenere il tono della conversazione risposi: ‘tranquilla, ritroverai il suo pisello così come l’hai lasciato’. Mi estromettei dalla loro conversazione e continuarono a parlare disinvoltamente, consci che io sentivo tutto, di pompini, di scopate, di ditalini e di seghe finché si salutarono. Appena chiusa la telefonata, per rompere l’imbarazzo, mi rivolsi ad Alberto e gli dissi: ‘che matta che è tua moglie’. ...