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Confidenze (edm.17)
Data: 15/01/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fab80, Fonte: Annunci69
... precipitare in un sonno mattutino agitato. Vengo svegliato dallo squillo del cellulare dopo l’una. E’ Eugène “Ciao, ti sei ripreso?” “Stavo dormendo” “Con tutto quello che ti sei scolato, ancora grazie che non sei finito in coma etilico” “Non succederà più!” “Lo spero bene!” “Ti saluto, torno a dormire” “Aspetta: ti ho chiamato perché devi venire con me alla spiaggia; quei due stronzi di Andrea e Roberto non rispondono al telefono e dobbiamo andare a raccogliere la spazzatura che abbiamo lasciato: bisogna rispettare la natura!” “Che raffinata sensibilità ambientale! Non me l’aspettavo da uno come te!” “Ma io sono uno pieno di sorprese! Preparati alle due sono da te!” “Non mi sento bene!” “Fatti una bella doccia fredda: abbiamo parecchio da lavorare. A tra poco!” Invece della doccia mi preparo un caffè doppio e senza pormi troppe domande indosso un t-shirt logora e un pantaloncino di cotone che ha visto giorni migliori sopra un paio di logore adidas. Sto per appisolarmi di nuovo quando suono il campanella della porta. Guardo dallo spioncino: è lui! “Non mi fai entrare?” “Scusa, credevo che mi avresti suonato senza salire” “E invece no: non mi andava di pranzare da solo: così ho preso due pizze da mangiare insieme” “Ti ringrazio del pensiero, ma non sono sicuro di riuscire a mangiare” “Ti sei conciato proprio male ieri! Ma che ti ha preso?” “Secondo te?” “Dai prendi almeno le posate: va bene mangiare sul ...
... cartone, ma le posate di plastica quello no” E’ delizioso con quell’aria fintamente innocente e sbarazzina: capisco che qualunque cosa succeda o possa farmi, sono davvero vivo solo quando sono con lui. Il senso di oppressione che ho sperimentato dalla sera prima e perfino i dolori post sbornia passano come d’incanto. La pizza che ci accingiamo a consumare, sebbene fredda e collosa, è la più buona che abbia mai mangiato. “Carino qui, molto post industriale” “Non tutti possono vivere nel lusso!” “Come sei acido! Guarda che io rinuncerei a villa, palestra e piscina in cambio di una famiglia normale, di un padre che ti porta a pescare e di una madre che ti aspetta sveglia quando torni tardi” “E’ la condizione umana: nessuno è mai contento di quello che ha o di quello che è, comunque non volevo offenderti” “Andiamo a lavorare?” Usciti in strada Eugène si dirige verso un’ape color violetto che nel vano posteriore contiene due rastrelli, guanti e grossi sacchi di plastica nera. Il mio amico che oggi ha i lunghi capelli biondi raccolti in un elastico, non finirà mai di stupirmi: “e questo rottame dove lo hai trovato?” “Dai, monta dietro: mica potevano andare a raccogliere immondizia con la mini nuova!” Mi vergogno come un ladro a stare in piedi sul cassone dell’ape mentre Eugène sfreccia sul lungolago e, a dire il vero, ho anche un po’ paura di cadere quando il tre ruote prende una curva a velocità eccessiva. Arrivati, ci mettiamo subito al lavoro ...