1. Mio padre, il mostro


    Data: 28/01/2018, Categorie: Incesti Autore: mimma_goose, Fonte: RaccontiMilu

    ... cena. Quando tutto fu pronto, andai in camera a chiamarlo, per dirgli che era pronta la cena. Quando aprii la porta, vidi che era nudo e stava facendo le flessioni. ‘ Nessuno ti ha insegnato che si bussa prima di entrare in una camera chiusa, eh? ‘ urlò di nuovo. Mi immobilizzai. ‘ Scusa papà. Volevo solo dirti che &egrave pronta la cena. E feci per andarmene. ‘ Torna indietro! Vieni qui! Ero sempre più spaventata e il fatto che era nudo non migliorava la situazione. A piccoli passi entrai e mi misi davanti a lui guardando il pavimento. ‘ Troia! ‘ e mi diede un ceffone. Poi prese l’orlo del grembiulone che indossavo e me lo strappò di dosso. ‘ Adesso te la insegno io l’educazione! Prendendomi per un braccio mi spinse sul letto. ‘ Sei una puttana, vero? Guardati! Ma che razza di puttana sei, se non hai neanche un filo di tette! Sei piatta come una tavola di biliardo! Poi con degli strattoni mi tolse le mutande. ‘ E lì? Guardati! Depilata come una puttana! Mi diede un altro ceffone. Cercai di coprirmi e nello stesso tempo di ripararmi dalla sue sberle. Avevo gli occhi chiusi per la paura. Sentii che saliva sul letto e aveva il respiro accelerato. Socchiusi gli occhi per cercare di capire cosa aspettarmi. E vidi che si stava smanettando. Oddio! Voleva violentarmi! Ero proprio terrorizzata, ora. ‘ No, papà’ non farlo’ ti prego’ non lo fare’ ti supplico’ ‘ lo implorai. E per tutta risposta. ‘ Zitta troia! Adesso te lo metto dentro e guai a te se urli! ‘ Ti prego papà’ non lo ...
    ... fare’ ‘ lo implorai di nuovo. ‘ Togliti le mani di dosso e stenditi. Invece io cercai di alzarmi dal letto e scappare dalla camera. Arrivai solo alla porta. Mi afferrò e mi ributtò sul letto. Si mise a cavalcioni sopra di me. Io cercavo di respingerlo con le mani e piegando le ginocchia, ma non riuscivo a fare più di tanto. Poi mi aprì le gambe con la forza e con un unico movimento mise il suo cazzo dentro di me. Un rivolo di sangue sporcò il letto. Il suo cazzo entrò tutto dentro con forza. Sentivo che stava mi stava allargando le pareti della vagina. La cappella strusciava con vigore ed il movimento di mio padre, dentro e fuori dalla mia fica, mi stava facendo male perché non ero bagnata. Piansi e urlai, per buona parte dell’amplesso. Ma lui era molto più forte di me e non riuscii ad impedirgli di fare quello che voleva. Alla fine mi diedi per vinta e lo lasciai fare. Restai immobile fino a lui ebbe finito. Mi venne dentro. Dopo essersi soddisfatto per la seconda o terza volta, si alzò. Ritornò quasi subito con quattro corde in mano e fece dei lacci ad una delle estremità di ogni corda. ‘ Dammi le mani ‘ mi ordinò. Allungai entrambi i polsi verso di lui, ma ne afferrò uno solo, legando la mano ad un pilastrino del letto. Fece la stessa cosa con l’altra e con i piedi, lasciando un po’ più di libertà di movimento. Adesso ero bloccata e non potevo più muovermi. ‘ Così non potrai graffiarmi! Hai visto cosa mi hai fatto! Guarda che graffi! Era ancora arrabbiato. Uscì dalla camera e ...
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