1. Mio padre, il mostro


    Data: 28/01/2018, Categorie: Incesti Autore: mimma_goose, Fonte: RaccontiMilu

    ... questi! Subito! Andai in camera per cambiarmi. Aprii la borsa e vi trovai dei grembiuloni come quelli che portava la mia bisnonna e ruvide mutande di cotone, e neanche della mia misura. Per tutto il tempo che ci impiegai a cambiarmi, piansi. Andai in bagno a lavarmi la faccia e poi tornai in soggiorno. Sembrava che si fosse calmato un po’. Allora tornai in camera e presi libri e quaderni per i compiti delle vacanze. Senza cellulare, mi restava solo quello da fare. ‘ Prepara il pranzo per le 12.30. Io ho da fare. Papà uscì di nuovo e mi chiuse in casa. Lasciai i libri sul tavolo della sala e andai in camera. Misi nella valigia i miei vestiti. Non volevo dargli altre opportunità, poi mi spogliai, mi buttai sul letto e piansi ancora. Dovevo essermi addormentata perché quando rientrò e vide che il pranzo non era pronto, venne a cercarmi. Era letteralmente infuriato. ‘ Non sei neanche capace di fare una cosa semplice come preparare il pranzo, eh, troia? Sei inutile! Esattamente come tua madre! Un’inutile troia! E mi picchiò di nuovo. Quel giorno fu anche la prima volta che persi i sensi e mi lasciò sanguinante sul tappeto. Avevo lacerazioni sul labbro e sangue che gocciolava dal naso. Mi alzai e andai in bagno a lavarmi e lavare il tappeto. Ormai ero terrorizzata da lui. Doveva per forza essergli successo qualcosa per rendere il padre affettuoso che conoscevo nel mostro che ora avevo davanti. Mi sistemai un po’ e poi andai in cucina. Lui non c’era. Sul tavolo c’era una busta ...
    ... vuota di prosciutto sottovuoto e le briciole di un panino. Guardai la sveglia. Erano già le due. Mi versai un bicchiere di latte e lo bevvi lentamente, facendo attenzione alle ferite. Pulii il tavolo e poi lavai i piatti che c’erano in giro. Avevo mal di testa per tutte le volte che mi aveva colpito. Non riuscivo nemmeno a studiare. Presi una pastiglia, per cercare di lenire i dolori. Verso le cinque mi alzai dal divano, con l’intenzione di preparare qualcosa per cena. Nel frigo non granché, qualche uovo, prosciutto, latte, formaggio, salsa di pomodoro. Negli altri armadietti non c’era di meglio. Una scatola di pasta, una di riso, un vasetto di sottaceti, una dozzina di scatolette di tonno. Potevo fare la pasta con sugo di tonno e una frittata al prosciutto. E se poi non voleva che preparassi la cena? Mi avrebbe picchiato. ‘Stupida’ dissi a me stessa. ‘Ti picchierà in ogni caso. Se lo vuole. Tanto vale farlo a pancia piena. Sono comunque cose che posso preparare in meno di mezz’ora. Conviene che aspetto quando torna’ conclusi quel monologo nella mia testa. Andai in bagno a controllare il tappeto. Era quasi asciutto ed era pulito. Alle sei e trenta rientrò papà. Quando mi vide si bloccò stupito. ‘ Scusami tesoro. Non volevo picchiarti. Mi dispiace. Ti fa male? ‘ Non tanto, papà. Non preoccuparti. Lui annuì. ‘ Per stasera, ti va bene se ti preparo la pasta con sugo di tonno e una frittata al prosciutto? Fece spallucce e andò in bagno. Io andai in cucina e cominciai a preparare la ...
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