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Questo sono io - 4. gira tutto intorno a me
Data: 02/12/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: FinnTanner, Fonte: Annunci69
... aveva intenzione di spostarsi o lasciarmi andare, tornai lentamente a respirare e mi colse l’impulso irresistibile di infilare le dita tra i suoi capelli. “Come stai?” Mi chiese sollevando lo sguardo. Come stavo? A dirla tutta, mi faceva male ogni singolo muscolo del corpo, allo stesso tempo, però, era stato il risveglio migliore di sempre. “Stordito.” Dissi incapace di elaborare i miei pensieri. Marco irrigidì le spalle. “Perché eri così arrabbiato, ieri?” Impiegai qualche secondo per ricollegare tutti i punti. Avevo completamente rimosso gli eventi del giorno precedente. “Io… no, lascia perdere. Sono uno stupido-” “Non sei stupido.” Mi interruppe, senza sollevare la testa dal mio petto. Il suo viso era vicinissimo al mio. “Forse un po’ immaturo…” Rimasi interdetto, non mi aspettavo che mi facesse i complimenti, ma anche lui non si era comportato esattamente in modo esemplare. “Ehi! Io…” “Ti sto prendendo in giro, Leo,” mi sorrise. “Rilassati.” Non era facile rilassarmi se eravamo così vicini. “Adoro i tuoi occhi.” Gli dissi di punto in bianco. Cazzo! L’avevo detto davvero? Avevo un disperato bisogno di cambiare argomento e quella era la prima cosa a cui ero riuscito a pensare. Marco mi fissò per qualche istante, credevo che da un momento all’altro sarei andato a fuoco per l’imbarazzo. “Grazie.” Disse dopo qualche secondo. “Ma non hai ancora risposto.” Ecco il poliziotto. “Sono in arresto, agente?” Quella era la mia ultima ...
... carta. “Ah-ah. Ci hai provato. Dai, voglio sapere cosa è successo davvero. E sono serio adesso.” Cosa potevo fare? Ero in trappola e sospettavo che avesse pianificato di incastrarmi. Così vuotai il sacco. Davvero non volevo parlarne, ma quando iniziai fu come il crollo di una diga. Finii per confidargli del rapporto teso con mio padre da quando mamma ci aveva lasciati, una cosa che non avevo mai detto a nessuno. Di quanto mi sentissi solo e delle amicizie sbagliate durante gli anni delle superiori. E di come invece avessi inaspettatamente iniziato a sentirmi a mio agio da quando mi ero trasferito lì. Gli parlai dell’ambiente universitario e anche di alcuni colleghi piuttosto simpatici. Sempre cercando di non fargli capire quanto c'entrasse lui in tutto questo. Mi vergognavo ad ammettere quanto spesso pensassi a lui. Lasciò che mi sfogassi in silenzio, senza giudicarmi. Mi interruppe solo quando gli parlai del regalo da parte di mio padre. “Ieri era il tuo compleanno?” Mi chiese raddrizzando la testa. “Perché non me l’hai detto?” “Me ne ero dimenticato,” arrossii, abbassando lo sguardo. “Pensavo che te ne avesse parlato lui, mio padre…” Marco mi fece sollevare il mento. “Penso che tu ti sia fatto un’idea sbagliata della situazione.” Disse, quando i nostri occhi si incontrarono nuovamente. La confusione nel mio sguardo doveva essere evidente. “Io non avevo mai parlato con tuo padre, la prima volta che l’ho sentito è stata l’altro ieri.” “Che cosa?” Era ...