Mia moglie valeria - dopo i 40 anni - cambiamenti - capitolo 11 - il locale (parte prima)
Data: 23/11/2021,
Categorie:
Prime Esperienze
Autore: Marta-trav, Fonte: Annunci69
... vestitino, tirandomelo verso l’alto e scoprendo la mia passerina.
“Ma che fai?”, le dissi, presa alla sprovvista.
“Oh Vale, non rompere. Qui ci sei voluta venire tu. Qui funziona così. Il tuo braccialetto nero mi consente di fare quello che sto facendo. Se non ti va, togliti il braccialetto ed esci dal locale”, mi disse, stavolta spazientita.
Non le dissi nulla e la lasciai fare.
“E quindi, alla fine, te la sei depilata! Finalmente! Guarda che spettacolo”, mi disse Elena, allungando una mano ed avvicinandosi con il dito medio alla mia fessurina.
“E sei già tutta bagnata, porcellina”, disse ancora, infilandomi dentro tutto il dito.
“Cosa state facendo voi due?”, disse Matteo, vedendoci, con un sorriso sincero stampato sul viso.
Matteo era proprio un figo. Elena aveva ragione quando me ne parlava con tanto entusiasmo.
“Niente che ti interessa, almeno per adesso”, gli rispose Elena, sempre con il dito infilato nella mia figa.
Matteo poggiò il mio bicchiere sul tavolino accanto a me. E si apprestò a godersi lo spettacolo.
“Sei fradicia”, mi sussurrò Elena, avvicinando pericolosamente la sua bocca al mio orecchio.
Il mio respiro stava diventando affannoso.
Elena, stavolta, non avrebbe desistito, di questo ne ero certa. Né io potevo scappare da lei, come avevo già fatto sul divano di casa sua. Il braccialetto nero mi inchiodava alle mie responsabilità. Lei lo sapeva perfettamente. E se ne stava approfittando.
Le dita nella mia figa, infatti, ...
... diventarono due.
Elena aveva mani bellissime, come ogni altra parte del suo voluttuoso corpo.
Dita lunghissime, affusolate.
Strumenti di piacere, a disposizione di una dea delle arti erotiche.
Con le unghie smaltate di rosso vivo, rigorosamente, come sempre.
Ne stavo saggiando, in prima persona, le capacità.
Inarcai la schiena, buttai la testa all’indietro.
“Godi, amica mia”, mi disse. “La serata è ancora molto lunga”, proseguì.
Iniziai a gemere. L’orgasmo stava arrivando chissà da dove, ma stava arrivando con la velocità della luce e con la forza dirompente di una tempesta tropicale.
Il mio corpo era teso. Fremiti di piacere lo attraversavano dalla testa ai piedi. Mi sentivo trafitta da lame di bramosia. I movimenti sussultori e ondulatori del mio corpo, completamente arreso alle sapienti manovre di Elena, mi stavano sconquassando, come il più violento dei terremoti. Onde di piacere partivano in continuazione dal punto di contatto delle falangi delle dita di Elena con le pareti viscide della mia figa e si diramavano per tutto il mio corpo, proprio come uno specchio d’acqua colpito da un sasso.
Spazio e tempo erano due concetti privi di significato, in quel momento.
Esplosi.
I miei gemiti richiamarono l’attenzione di molti. Intorno a noi si era formato un capannello di curiosi.
Me ne resi conto soltanto quando, ormai appagata dalle sensazioni che Elena mi aveva provocato, riaprii gli occhi, sfiancata.
Ero seduta su una sedia di quel ...