1. Mia moglie valeria - dopo i 40 anni - cambiamenti - capitolo 11 - il locale (parte prima)


    Data: 23/11/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: Marta-trav, Fonte: Annunci69

    Ci misi molto meno tempo del previsto.
    
    Dopo quarantacinque minuti ero nel parcheggio di quel locale, quasi totalmente occupato da auto in sosta.
    
    Passai in rassegna, molto attentamente, tutte le macchine parcheggiate, senza tuttavia individuare quella di Valeria.
    
    Mi tranquillizzai un po’.
    
    Ma ormai ero lì e qualcosa, dentro di me, mi diceva che fosse comunque il caso che io entrassi dentro quel locale.
    
    Ascoltai quel suggerimento.
    
    Se lì dentro non avessi trovato mia moglie, come, nonostante tutto, ancora speravo, avrei dovuto giustificarmi con lei della mia assenza a casa. Dove lei, magari proprio in quel momento, stava rientrando, al termine della cena con le colleghe, senza trovarmi.
    
    Mi sarei inventato una scusa.
    
    Ora, però, ero lì ed avrei cercato di capire come mai, in un cassetto di casa mia, c’era un foglietto, scritto da mia moglie, con il nome e l’indirizzo di quel locale. E come mai lo avessi rinvenuto proprio la sera che Valeria non era presente in casa, ufficialmente a cena con le sue colleghe.
    
    Dovevo assolutamente capirci qualcosa di più.
    
    Mi avviai verso l’ingresso.
    
    Pagai il biglietto per accedere, peraltro decisamente caro.
    
    Il tizio all’ingresso mi fece una serie di domande, alcune anche inopportune.
    
    Mi fece leggere e sottoscrivere un foglio dove erano illustrate le regole della serata.
    
    Mi disse che il locale era costantemente controllato da addetti alla sicurezza. “Sa, per quello che il locale offre, meglio essere ...
    ... prudenti”, mi disse, come a giustificarsi.
    
    E mi rimproverò per il mio dress code.
    
    Effettivamente, essendo uscito di corsa da casa, non avevo dedicato molto tempo alla scelta del look.
    
    Tuttavia, come mio solito, indossavo comunque abiti sportivi, ma sufficientemente adeguati alla circostanza.
    
    E così mi fecero entrare.
    
    “Con quello che ho pagato, volevo pure vedere…”, dissi, tra me e me.
    
    E non nego che il tema della serata e quanto letto sul foglio all’entrata, sostanzialmente le regole del gioco, non mi dispiacevano affatto.
    
    Oltrepassai un’altra stanza, dove una ragazza, dietro ad un tavolo, distribuiva qualcosa ad alcune donne, in attesa davanti a lei, ed entrai nel locale, oltrepassando un’altra porta.
    
    Sapevo, avendolo letto sul sito, che si trattava di una serata dal look “no panties” per le signore.
    
    E quindi sapevo che tutte quelle donne davanti ai miei occhi, molte per la verità, oltre a non indossare le mutandine (e già questo fu sufficiente per far risvegliare il mio cazzo) ed oltre ad essere, più o meno, tutte strafighe, erano anche piuttosto disponibili. Altrimenti non sarebbero certo venute in quel locale.
    
    Facevo fatica ad immaginare Valeria dentro quel locale.
    
    Ma poi, ripensando agli accadimenti dell’ultimo periodo, neppure più di tanto.
    
    Diedi una rapida occhiata tutto intorno.
    
    Uomini seduti con il cazzo di fuori, donne nude, donne ancora vestite, donne intente a fare pompini.
    
    Un girone dantesco. E, a mio parere, del paradiso.
    
    Non ...
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