Viaggio a roma - 2 (il marito cuckold innamorato)
Data: 09/11/2021,
Categorie:
Prime Esperienze
Autore: gioviaf, Fonte: Annunci69
... che le perforasse il culo o che le spaccasse finalmente la fica.
“Caro, non posso più attendere, ti voglio dentro di me” allungò una mano e slacciò i pantaloni per impadronirsi finalmente del cazzo del marito; ma tutto quello che trovò fu un piccolo pezzetto di carne molle. Rimase sbigottita davanti a quanto aveva in mano e guardò il marito con lo sguardo stravolto.
Piero non cercò di giustificare la sua umiliante impotenza. “Potrei mentire e addebitare il mio stato alla stanchezza del viaggio invece voglio che tu sappia tutta la verità. Non sono mai stato in grado di soddisfare una ragazza, sono stato da vari medici ma nessuno ha saputo trovare una soluzione al mio problema. Poi ti ho conosciuta e stringendoti fra le braccia sentivo nascere in me un vigore mai provato prima. Ho creduto di aver risolto i miei problemi ma ancora una volta non sono riuscito a raggiungere lo stimolo necessario per soddisfare i tuoi desideri. Mia cara non odiarmi e sappi che io ti amo sempre e che provvederò perché tu possa raggiungere quel piacere che io non posso darti”.
Per alcuni giorni la giovane donna non conobbe dell’amore altro che le carezze, gli abbracci e i baci lascivi, che invece di calmare le sue esigenze non facevano evidentemente altro che portare al parossismo i suoi desideri resi ormai quasi insopportabili.
Quando il piacere provocato dalle dita magiche, dalla bocca golosa del marito era arrivato al culmine, ogni volta sperava che avvenisse il miracolo e che Piero ...
... finalmente potesse alfine deflorarla. Ma invariabilmente quando la sua fica era all’apice del desiderio, essa si attaccava ai pantaloni di Piero dopo averlo slacciati con mani impazienti trovava negli slip solo il tragico e deludente simbolo della sua impotenza.
on vivo, tutta la figa che reclamava, che esigeva un cazzo che la violentasse, la sfondasse, finì per rotolarsi sul letto urlante come isterica. Piero giurò che era pronto a qualsiasi sacrificio affinchè la sua sposa non dovesse più soffrire per questa crudele astinenza.
L’indomani erano rientrati dalla Svizzera in Italia e lui la condusse presso certi suoi amici che, soggiornando a Napoli avevano in affitto una graziosa villa a Posillipo. Walter, l’amico, aveva un’espressione sprezzante e un sorriso sdegnoso agli angoli delle labbra sensuali; dopo avere accolto molto calorosamente i giovani sposi, si era allontanato con un vago pretesto lasciandoli soli nella penombra e nel fresco del salone.
Appena lui uscì Piero, seduto sul divano di lato alla sua sposa, si mostrò particolarmente intraprendente ma Rita che sapeva bene che sarebbe poi stato incapace di calmare la violenza dell’incendio che ancora una volta stava per accendere in lei, fu sul punto di respingerlo. Lui insistette e continuò, dopo averle alzato la gonna fin sulla faccia cominciò con mani decise e piene di desiderio a strapparle le mutandine e poi a toccargliela tutta. Rita si sentì ancora vulnerabile e piena di desiderio “No” mormorò debolmente ...