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Speculum
Data: 06/11/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Yuko, Fonte: EroticiRacconti
... lavoro, capita in studio una donna di razza orientale. Non sono poi così rare, ma in genere sono filippine, al massimo qualche cinesina, anche se quelle in genere si fanno vedere dai loro medici in China Town. Le filippine sono rotondette e hanno delle passere tonde e grassocce. Sono bassotte, le gambe stanno a fatica sugli appoggi del lettino ginecologico, sembra quasi di squartarle. Fanno di quelle spaccate che neanche Carla Fracci nei suoi migliori momenti. Forse Nadia Comaneci. Questa invece era alta e slanciata. Io non me ne intendo, non lavoro in uno studio di chirurgo maxillofacciale, ma mi sembrava proprio che avesse un visino molto piacevole. Giapponese, sento pronunciare dall'infermiera. Una passera giapponese mi mancava, e si che lavoro già da qualche anno. Quella si spoglia, si sfila le mutandine, ma si vergogna e si copre con le mani. L'infermiera sorride e l'accompagna sul lettino ginecologico e le mani, be' quelle le ha dovute spostare e cosa mi si presenta? Io ero lì in attesa, sul tavolino metallico degli attrezzi, su una traversa verde e mi vedo quella passerotta con solo un ciuffetto di peli ben curati. Non quei boschi ispidi che capita a volte di vedere. Quelle foreste di fronde impenetrabili, intrighi di peli ricci e annodati. Una criniera da puledra, peli dritti e soffici, manco li avesse pettinati e passati col balsamo. Un bel nero corvino. Apre le gambe, lunghe, lunghissime e affusolate e la appoggia sugli appositi ...
... sostegni. Non faccio commenti sulle autoreggenti, non è questo l'argomento, anche se probabilmente questa è la sede appropriata. Allarga le cosce e si mostra una vulva accattivante, le piccole labbra si aprono con lo schiocco di un bacio, ma forse questo particolare me lo sono inventato io. A me è sembrato, ne sono sicuro, eppure non potrei giurarci. I peli finiscono giusto alle grandi labbra, poco oltre l'inizio, non come quelle donne irsute con una sciabolata di vello che continua fino a dietro e chissà fin dove. Le piccole labbra scurissime e finemente arricciate, due more succose, due fettine di bresaola affumicata, due fette di Sacher al cioccolato. Ecco, lo sapevo che non dovevo scrivere all'ora di pranzo. Uno spettacolo, una piccola orchidea che sembrava pulsare, che si gonfiava a ogni respiro, che mi attendeva fremente. Mi aspettavo che il ginecologo, invece di un poco di gel, le assestasse una bella leccata piena di saliva. In fondo siamo in uno studio bio e utilizziamo solo emollienti e prodotti naturali, ma quello no, non ci arriva e con le dita le dà comunque una bella passata umida di gel che provoca alla paziente una reazione che non passa inosservata. Chiude gli occhi a apre la bocca con un sospiro molto esplicativo. La paziente è pronta all'introduzione. A questo punto uno speculum o un pene farebbe per lei poca differenza, ma sta di fatto che invece la scena ora è mia. Freddo, sarò anche freddo, ma bello tondo e sinuoso, largo e dilatante, ...