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La prima volta sbagliata – parte 4
Data: 06/09/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Darkdaddy, Fonte: Annunci69
... aprire la bocca di Filippo, per fargli assaggiare la sborra. “Dai, su, apri la bocca… così assaggi la sborra di chi ti ha sverginato… sei stato una brava troia fino adesso, non vorrai mica tirarti indietro proprio ora”. Filippo tenne le labbra sigillate, pur sentendo le dita di Devis che cercavano di forzarle. Udì il tipo ansimare, e al nuovo assalto delle dita di Devis gliene morse una, così da obbligarlo a ritrarsi, allentando anche la presa sugli occhi, facendolo distendere sul materassino. Fece appena in tempo a richiudere la bocca che il tipo cominciò a sborrargli in faccia, e senza più la mano di Devis a coprirgli la vista scoprì con orrore che si era appena fatto sverginare da Mario, il tizio ultracinquantenne. Avendo la faccia ricoperta dalla sua sborra, non poté nemmeno urlare: cercò della carta con cui pulirsi, e non appena rimosse della sborra che gli colava sulle labbra urlò la sua rabbia. “Pezzo di merda, schifoso, come hai potuto?! Bastardo… sei solo un bastardo”. Prese il suo asciugamano ed uscì di corsa dal camerino, direzione docce, per lavarsi di dosso quel senso di sporco e di tradimento che avvertiva dentro di sé. “Oh dai, perdere la verginità non è tutta ‘sta roba… mica sei una ragazza!”, Devis era venuto in doccia e lo stava canzonando. Filippo si fermò a guardarlo: era tanto bello, quanto vuoto e stupido. Realizzò dell’abbaglio che aveva preso, sorrise nervosamente e si avvicinò a Devis. “Hai ragione, non è tutta ‘sta ...
... roba”. “Vedi che mi dai ragione? E poi ti ho fatto sverginare da un gran cazzone, uno molto esperto!”. “Già, anche perché il tuo per un po’ non farà nulla”. “Hahaha! Se te lo chiedessi, ti metteresti subito a novanta! Troietta che non…”. Non finì la frase perché la ginocchiata lo colpì in pieno proprio lì, sul cazzone floscio. Filippo lo fissava sorridente, mentre quell’altro annaspava dal colpo forte ed inaspettato. “Spero di non vederti mai più, pezzo di merda”. Filippo si rivestì ed uscì in fretta. Il gestore gli chiese se fosse successo qualcosa, e lui fece spallucce. Una volta uscito, cacciò un urlo liberatorio, rivolto al cielo stellato, per poi tranquillizzarsi ed avviarsi verso casa. Proprio in quell’attimo incrociò lo sguardo di un ragazzo, che gli sorrise. Aveva due occhi azzurri come il mare. Contraccambiò il sorriso, e si fermò. Il ragazzo si avvicinò e cominciarono a parlare. “Non sono pazzo, tranquillo…”. “Hahaha, non l’ho pensato… Sai, io ti ho già visto…”. “Ah davvero?”. “Ehm sì, però eri in una situazione particolare…”. “Ovvero?!”, Filippo sgranò gli occhi: non gli veniva in mente una situazione particolare. “Beh, eri in doccia con uno e lo stavi spompinando… molto eccitante, eh, però il tipo è tanto figo quanto stronzo, per cui non mi sono avvicinato…”. “Concordo, è proprio uno stronzo… e se vuoi saperlo, urlavo proprio a causa sua! Invece tu sei figo e basta!”. Il ragazzo sorrise. “Anche tu lo sei. E non mi interessa se te ...